ViniMilo 2021: un’ottima lezione siciliana

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Vinimilo 2021 (sullo sfondo il cratere principale dell'Etna, quota 2900 mt) ph. Melamedia

Finale di partita appassionante per “ViniMilo”, che chiude la sua 41^ edizione con oltre 1.200 presenze spalmate sui 12 giorni di attività.

Laboratori, Masterclass e convegni sono stati occasione d’incontro con partecipanti informati e sensibili, desiderosi di avvicinarsi con consapevolezza ai calici e di riscoprire l’Etna del vino e tutta la filiera di fruizione enoturistica che lo attraversa da un versante all’altro.

ViniMilo è stata un’ottima lezione siciliana di sinergia e inclusività nel segno dell’educazione enologica, tanti gli spazi dedicati alle associazioni di sommelier sempre più impegnate a colmare le distanze tra il mondo del vino e il grande pubblico.

degustazione

MILO E LE SFUMATURE DEL CARRICANTE

“Milo e le sfumature del Carricante” è stata la degustazione a cura di Associazione Italiana Sommelier di Taormina ideata dal delegato Gioele Micali in collaborazione con il segretario Gianluca La Limina e condotta a 4 mani con Claudio Di Maria, delegato AIS Jonica Etnea.

Un wine tasting partecipato e salutato anche da Marika Mannino, Direttore della Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna, e da tutte le 14 cantine protagoniste che hanno presenziato all’appuntamento presso l’Azienda Barone di Villagrande con testimonianze dirette di produttori ed enologi.

Un debutto per alcune giovani realtà come Azienda Agricola Iuppa – Carricante Terre Siciliane IGT Lindo 2019 e Tre.Mi.La – Vino Bianco IGT Terre Siciliane GenerAzioni 2019, e poi grandi conferme con produttori che rappresentano lo zoccolo duro dell’Etna Bianco Doc, in ordine sparso: Azienda Vinicola Alfio Cosentino – Etna Bianco DOC Superiore Vigna Don Paolo 2016, Barone di Villagrande – Etna Bianco DOC Superiore 2019, Barone di Villagrande – Etna Bianco DOC Superiore Contrada Villagrande 2018, Benanti – Etna Bianco DOC Superiore Contrada Rinazzo 2019, Calcagno – Etna Bianco DOC Superiore PrimaZappa 2019, Eredi Di Maio – Etna Bianco DOC Superiore Affiu 2019, Federico Curtaz & Eredi Di Maio – Etna Bianco Doc Superiore Kudos 2018, I Vigneri – Vino Bianco Terre Siciliane Aurora 2020, I Vigneri – Etna Bianco DOC Superiore Vigna di Milo Caselle 2019, Pietradolce – Etna Bianco DOC Archineri 2019, Pietradolce – IGT Terre Siciliane Sant’Andrea 2016, Tenute di Nuna – Etna Bianco DOC Nuna 2017.

“L’educazione ha una responsabilità fondamentale nei confronti dei grandi territori come Milo – precisa il più giovane delegato AIS d’Italia Gioele Micali, in forza alla delegazione di Taormina – in quanto diventa veicolo di promozione e di corretta comunicazione della potenzialità dell’areale, l’obiettivo è divulgare in modo qualificato e formativo le storie dei produttori e il terroir.”

NERELLO MASCALESE: IL VITIGNO, IL TERRITORIO, IL VINO E LA SUA STORIA

La stessa giornata conclusiva ha riservato anche un approfondimento in rosso dedicato al Nerello Mascalese, il super autoctono etneo.

“Nerello Mascalese: il vitigno, il territorio, il vino e la sua storia” è stata la degustazione a cura di Agata Arancio per Fondazione Italiana Sommelier, guidata insieme a Paolo Di Caro, presidente FIS Sicilia, e Gennaro Convertini, presidente FIS Calabria.

“Due aspetti vanno rilevati quando si parla di corretto approccio al vino – spiega Arancio, docente FIS interpellata sul ruolo dell’educazione in ambito enologico – uno più puramente formale ed istituzionale che tocca necessariamente le figure professionali di settore come quelle della ristorazione e dell’enoturismo che devono essere capaci di restituire all’utenza le emozioni e i valori del vino. L’altro aspetto attiene ad una sfera più intima e fa parte di quell’educazione a titolo personale che ciascuno di noi può coltivare con gli strumenti di un’apposita istruzione finalizzata a riconoscere la bellezza che sta dentro un territorio di vino: paesaggio, storia, innovazione, fino ad arrivare alle sfide dei singoli produttori”.

L’incontro di Milo ha creato un focus sul Nerello Mascalese non tanto per sconfessare l’indissolubile legame con l’areale di Mascali, di cui il vitigno porta ancora l’appartenenza nel nome stesso, quanto per capire le variabili che incidono nel “trapiantarlo” in altri territori.

La sequenza degli assaggi è iniziata con tre rosati da Nerello: Di Giovanna, Vurrìa Rosato 2020 IGP Terre Siciliane proveniente dalla riserva naturale di Monte Genuardo in quel borgo proclamato tra i più belli d’Italia che è Sambuca di Sicilia; dall’agro della Locride con la calabrese Antonella Lombardo, Charà 2020 Calabria IGT; dalle contrade vulcaniche del Sud Ovest etneo Feudo Cavaliere, Millemetri 2017 Etna Rosato Doc.

I rossi hanno intervallato Sicilia d’oriente e d’occidente. Interessante l’interpretazione di Nerello in purezza fatta da Guido Grillo e Nicola Adamo in arte Elios che con Glou Glou 2020 IGT Terre Siciliane, vino da incasellare nella definizione imperfetta ma ormai divenuta mainstream dei “naturali” che con i suoi 11,5% di gradazione abbassano lo standard alcolico del Nerello Mascalese portandolo ad un livello di eccezionale bevibilità, comprensibilità, piacevolezza.

Un’eco d’occidente più classica quella sostenuta da Di Giovanna Vurrìa 2019 IGP Terre Siciliane  e da Ottoventi dal Valderice con il Nerello Mascalese Selezione 2017 IGT Terre Siciliane.

Fuori dal coro la zona tirrenica della provincia messinese da cui arriva l’assaggio di Nerello Mascalese di Tenuta Enza La Fauci con Vignadorata 2017 IGT Terre Siciliane.

A chiudere con eleganza il ciclo di degustazione i Nerelli del vulcano, territorio d’elezione del vitigno etneo: I Vigneri 2020 Etna Rosso Doc, Al-Cantara ‘O Scuru ‘O Scuru 2017 Etna Rosso Doc e Feudo Cavaliere, Millemetri 2013 Etna Rosso Doc.

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