Via libera ai vini Grillo e Nero D’Avola nelle Doc

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Arriva il via libera definitivo alla modifica del disciplinare della Igt “Terre Siciliane” che esclude la possibilità, dalla vendemmia 2017, di produrre ed etichettare vini Igt Grillo e Igt Nero D’Avola, varietà che troveremo esclusivamente in bottiglie a Denominazione di Origine Controllata (Doc). Sul sito del ministero delle Politiche Agricole è stato pubblicato il provvedimento che completa l’iter di approvazione della modifica.

Il Ministero delle Politiche Agricole ha anche approvato il provvedimento di modifica del disciplinare del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che sarà la principale Denominazione che accoglierà sotto il proprio marchio i vini Grillo e Nero D’Avola. “Tutto ciò – commenta Antonio Rallo, Presidente del Consorzio Doc Sicilia- consentirà di proteggere i nostri vitigni autoctoni più rappresentativi e dar loro maggiore valore”. Intanto, per la prima volta, l’Istat certifica i dati dell’export dei vini Doc Sicilia: nel primo trimestre 2017 la Doc Sicilia ha cumulato un export di 21.000 ettolitri pari a 2 milioni 800 mila bottiglie.

“Le rilevazioni dell’Istat ci portano a parlare di una crescita di export di circa il dieci per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno” dice Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. “Nell’anno 2016 in Sicilia sono state imbottigliate a marchio Doc 41,7 milioni di bottiglie delle quali il 65%, (cioè 26,8 milioni) solo a Doc Sicilia – aggiunge Lunetta a proposito della modifica del disciplinare Igt “Terre Siciliane”-. Questo provvedimento che interessa i nostri due vitigni più rappresentativi farà lievitare sensibilmente l’imbottigliato a Doc”.

L’’Istat infine, secondo i dati elaborati dal Corriere Vinicolo, ha potuto inoltre certificare che due terzi del vino Sicilia Doc vanno in tre Paesi esteri: nell’ordine Germania, Usa e UK. I bianchi trovano una buon bacino di utenza in Giappone, quarta destinazione che vale il 9% del totale, contro il 4% per i rossi, che a loro volta hanno come quarta destinazione il Belgio. Le due tipologie si riallineano sui Paesi Bassi, quinta destinazione, ma con un peso maggiore per i bianchi (6%), e sulla Francia, settima destinazione con un peso per entrambe del 3%. Il Canada, seppure con valori inferiori, riveste più importanza relativa per i bianchi (4% di quota contro il 3%), mentre per i rossi sale in alto nella classifica la Cina, al nono posto.

foto Milena Pelligra

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