Tra paesaggi agresti e viaggi di gusto. Il Vecchio Carro: paradiso sui Nebrodi

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protagonisti

Il Parco dei Nebrodi tutt’intorno, con la sua caratteristica vegetazione, con gli uliveti, la leggera brezza che si alza la sera e con il grugnito che suona quasi poetico dei suoi suini neri, i veri guardiani di questi boschi… Dinanzi a tutto questo, il mar Tirreno, uno specchio azzurro che ci ricorda dove abbiamo la cittadinanza e cosa è giusto e corretto tutelare e valorizzare… 

È in questo scenario che sorge “Il Vecchio Carro”, il ristorante agriturismo del patron Giuseppe Oriti e della moglie, bravissima cuoca, Eliana Carrocceto. Una realtà agreste, che sarebbe piaciuta al poeta latino Virgilio, immersa in Contrada Badetta, a Caronia, nel messinese. È qui che nelle scorse sere ha preso vita la seconda delle quattro cene itineranti promosse dal giornale di enogastronomia Cronache di Gusto, del direttore Fabrizio Carrera, che negli anni scorsi ha premiato proprio “Il Vecchio Carro” assieme alle altre trattorie siciliane considerate e valutate come Best in Sicily

Giuseppe Oriti

Delle “magnifiche quattro”, infatti, oltre all’agriturismo di Oriti, fanno parte il Ristorante Andrea Sapori Montani dello chef patron Andrea Alì, di Palazzolo Acreide (SR), dove si è aperto il ciclo di serate ed intervenuto sui Nebrodi assieme al collega dell’associazione Vicoli e Sapori Max Iacono; la trattoria Corona di Palermo, di Orazio Corona, presente con il suo chef Marco Garitta; e i Quattro Archi, trattoria di Milo (CT), sull’Etna, dell’oste Saro Grasso, naturalmente rappresentato ai fornelli dalla sua impeccabile cuoca Lina Castorina. Tutti i protagonisti hanno così dato vita ad un nuovo convivio per celebrare la cucina siciliana nei suoi variegati aspetti.

Il ricchissimo patrimonio gastronomico ha trovato, dunque, degli ottimi narratori, ciascuno a proprio agio nel “raccontare” le tipicità delle proprie contrade, dei propri borghi, dei propri paesi e città. Quasi un moderno Decameron di pietanze e ricette, accompagnato egregiamente da produzioni eccellenti di olio evo e vino. 

La cena, infatti, ha aperto il sipario con la degustazione dell’Olio Evo Zaituna “della Maestra Tina”, prodotto dall’azienda agricola La Pira. È stato illustrato nei suoi nobili aspetti direttamente dai titolari, Giuseppe e Corrado La Pira. Sembrava che ci fossimo spostati, dai Nebrodi al siracusano, su quelle colline che si affacciano sul golfo della città aretusea, dove si produce un olio straordinario. Questa cultivar valorizzata e tutelata dai La Pira è, infatti, molto antica e da essa nasce un olio extravergine di oliva ammaliante per i sensi, con note di carciofo e un retrogusto di mandorla amara. 

olio la pira

A fare entrare in scena i piatti ci ha pensato lo chef Andrea Alì, con la sua Nfigghiulata ripiena di cacio fresco e nepitella, preparazione tipica iblea, ed un Flan di ricotta servito su una passata di pera Gentile di sua produzione e gin. Si può spostare di quanti chilometri vuole, Alì stupirà sempre per la semplicità e professionalità con cui dirige e domina i fornelli, anche fuori dal suo ristorante.  

Non stupisce neanche che queste trattorie siano dei veri e propri templi per la conservazione e la tutela di prodotti unici e, spesso, anche in via di estinzione. Così Saro Grasso dei “4 archi” non ha esitato a proporre il presidio Slow Food che rappresenta: u trunzu di Aci, preparato con un’ottima pasta fresca

Dall’Etna al cuore di Palermo, il viaggio si è confermato affascinante. La Trattoria Corona ha reso omaggio al capoluogo di regione proponendo la v, un formato di pasta tipico del palermitano condito con il sugo di acciughe alla palermitana, uva passa, pinoli e muddica atturrata

Margherita c’anciova

I padroni di casa, poi, Eliana e Giuseppe Oriti hanno valorizzato la loro terra, naturalmente, i Nebrodi, con un secondo davvero gustoso. Le carni tenere e dolci del suino nero (costolette e filetto) allevato dallo stesso Giuseppe Oriti (figlio di allevatore e che ha ereditato l’amore del padre per questa pratica pastorizia) hanno incontrato i primi funghi porcini di stagione, che annunciano nel miglior modo possibile l’imminenza dell’autunno, assieme alle nocciole dei Nebrodi. La Millefoglie con crema pasticcera e frutti di bosco di Lina Castorina e il Semifreddo alle mandorle con biscottino alla nocciola dei Nebrodi di Eliana Carroccetto hanno messo la firma tutta al femminile a questa gradevole serata.

I vini abbinati alle ricette non stati certo da meno, con il produttore Giacomo Funaro dell’omonima cantina di Santa Ninfa, in provincia di Trapani, che si è preoccupato di trasferirci, non solo con l’immaginazione ma anche con gusto, olfatto e vista nei calici nel suo territorio. I suoi vini biologici in degustazione hanno conquistato, a cominciare da un rosato da Nero d’Avola 2020, fresco, gradevole, leggero, dagli eleganti sentori di rose e frutti rossi, abbinato all’antipasto. Al “compagno di viaggio” ha risposto subito uno Zibibbo macerato non filtrato, sempre 2020, ed il Mondura Catarratto ancora 2020, in rappresentanza del vitigno principe del trapanese. Il Grillo Pinzeri 2020 ha sposato bene il sapore forte della pasta con le anciove, mentre Omnis Nero d’Avola 2018 ha saputo confrontarsi con carattere con il maialino nero dei Nebrodi. Su tutti, infine, il trionfo del Passito di Zibibbo 2020, che ha accompagnato i dessert.

selezione di vini

Tutti gli chef, i titolari, i produttori sono intervenuti, ma discorsi virgolettati non ne mettiamo. Non sono politici, non sono oratori! Li lasciamo parlare nel modo a loro più congeniale: con l’arte della cucina e con la produzione di perle preziose della nostra Isola. Ed il modo migliore per valorizzarli, da parte nostra, è di consigliare a ciascuno dei nostri lettori di andarli a trovare e di provare quanto narrato. Siamo certi che questo viaggio gastronomico piacerà anche a voi… 

I protagonisti della serata

Agriturismo Il Vecchio Carro
contrada Badetta – Caronia (ME)
T. 333 2436783
oriti.vecchiocarro@gmail.com
www.ilvecchiocarro.eu

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