Tenute Orestiadi al Vinitaly 2022 con uno spumante da Carricante

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Rosario Di Maria - Tenute Orestiadi

“Seconda stella a destra, questo è il cammino e poi dritto fino al mattino… poi la strada la trovi da te, porta a…” Gibellina, l’isola che c’è, simbolo di eutopia, nella Valle del Belìce, distrutta dal terremoto, riscattata dalla Bellezza e che citiamo sulle note e parole di Edoardo Bennato. La Stella è l’opera gigantesca realizzata in acciaio inox dall’artista Pietro Consagra, all’ingresso della Gibellina Nuova, che gli fu richiesta  dal senatore Ludovico Corrao che affidò all’arte le chiavi del futuro. Sindaco per circa un ventennio, uomo visionario ma pragmatico e tenace, chiamò in questo angolo di terra martoriata dal terremoto del ’68 artisti di fama mondiale, che con le loro opere hanno fatto della nuova Gibellina uno dei più importanti musei  en plein air.  Nel Mac, il Museo d’Arte Contemporanea intitolato a Ludovico Corrao,  riaperto lo scorso luglio, si snoda un racconto di circa 400 opere, tra dipinti, fotografie, sculture che sono però soltanto  la piccola parte delle oltre duemila che compongono l’intera collezione, la più ampia del Sud Italia.  Qui a Gibellina, topos della Sicilia resiliente, i segni dell’arte si fondono con quelli della terra nel linguaggio universale della Vita che rinasce, e che, con gentilezza pedissequa, si riprende ciò che le è stato strappato. 

Ho avuto la grande fortuna di conoscere e di frequentare Ludovico Corrao, imparando da lui che occorre restituire  ciò che ci è stato dato. E non possiamo dimenticare i tanti artisti che hanno contribuito con le loro opere al rilancio di Gibellina. E noi, con il nostro lavoro, sosteniamo la manutenzione delle opere d’arte, offrendo così un racconto diverso dai soliti clichè della Sicilia.” Rosario Di Maria, 44 anni, è il presidente di una delle più grandi cooperative del Sud Italia, la sesta per produzione, Cantine Ermes che, nata nel 1998, conta oggi circa 2. 300 soci in tre regioni diverse, Sicilia, Veneto e Puglia, con circa 10.400 ettari di vigne di cui 2.800 biologici, 11 cantine. “Ma il cuore della nostra cooperativa batte in Sicilia – racconta Di Maria che appena ventenne fu eletto presidente –  in quella terra abitata da generazioni dalla mia famiglia che dopo la devastazione del terremoto  con  un pugno di viticultori, si è rimboccata le maniche e lavorando sodo, hanno dato vita alle viti, riconquistando la dignità di restare a lavorare qui”.  

La vision imprenditoriale della famiglia Di Maria li porta, già 12 anni fa, ad allargare gli orizzonti esportando, controcorrente,  il loro modello di cooperazione dal sud al nord. “Siamo andati in Veneto – racconta il presidente – dove gira il maggior business del vino italiano, nella patria del Prosecco e del Pinot grigio. Abbiamo iniziato con un piccolo deposito in provincia di Treviso ed oggi abbiamo una cantina con più di 300 soci conferitori e più di 300 mila quintali di uva. Quattro anni fa – continua – con lo stesso spirito  il nostro progetto approda in Puglia, un altro grande territorio del vino che sta crescendo. Oggi abbiamo circa 400 soci e circa 400mila quintali di uve conferite come il Primitivo e il Negramaro, in forte ascesa non solo nel mercato europeo ma anche in quello mondiale”. 

Ma la cooperativa ha la precisa volontà di scrivere nella propria terra una pagina inedita, in grado  di suscitare ammirazione e soprattutto orgoglio delle proprie radici.  Nel 2008, nasce a Gibellina “Tenute Orestiadi”, rivolta all’Ho.Re.Ca., nel segno della sinergia tra la cooperativa Ermes e la Fondazione Orestiadi, una delle più importanti istituzioni culturali nel Mediterraneo, con l’obiettivo di promuovere e rilanciare il territorio  attraverso  il felice connubio tra arte e vino. Grazie  alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera, nasce il “Barrique’s museum”, il  primo museo d’arte contemporanea in una barricaia attiva. I colori e di disegni dei tondi sulle barrique realizzati dagli studenti e dai docenti dell’Accademia accompagnano il visitatore in un viaggio multisensoriale laddove il vino riposa. 

E adesso stiamo pensando di affidare alla poesia – spiega Annapaola Cipolla, che si occupa dell’ufficio marketing, enoturismo ed eventi, socia dell’Associazione Donne del Vino della Sicilia – il racconto del vino sui tondi della barrique dove affiniamo alcuni dei nostri bianchi più importanti”. 

Annapaola Cipolla Tenute Orestiadi
Annapaola Cipolla Tenute Orestiadi

Aperta tutto l’anno, è possibile per gli appassionati wine lovers visitare l’azienda e fare degustazioni in cantina in un affascinante percorso eno-sensoriale ed artistico, unicum d’eccezione.  C’è fermento a Tenute Orestiadi in vista del Vinitaly.

Rosario Di Maria e Stefano Pizzi direttore del Barriques Museum
Rosario Di Maria e Stefano Pizzi direttore del Barriques Museum

Presenteremo uno spumante di Carricante che ha fatto 30 mesi di affinamento – spiega  Rosario Di Maria – ed il direttore artistico dl Barrique Museum, Stefano Pizzi, ha deciso di affidare a   sei  artisti dell’ Accademia di Brera  la realizzazione delle  etichette di 300 magnum che daremo in beneficienza”.  La solidarietà è un’altra pagina importante di Cantine Ermes  che durante la pandemia ha donato 30 mila bottiglie di vino al Banco Alimentare della Sicilia occidentale ed anche olio evo  prodotto negli uliveti  coltivati dalla cooperativa nell’Orto Botanico di Gibellina che hanno  in gestione . “Ludovico Corrao ci ha insegnato il valore della gratuità del dono – spiega Di Maria – dei piccoli gesti per rinsaldare lo spirito di fratellanza”. Il segno stilizzato del cappello a larghe falde che Ludovico amava indossare è riprodotto nell’etichetta più rappresentativa di Tenute Orestiadi, a lui dedicata, il  “ Il Rosso di Ludovico “ ed il “Bianco di Ludovico” ottenuti dai cru selezionati delle vendemmie migliori.  Tenute Orestiadi, che con i suoi vigneti opera in diverse zone della provincia di Trapani, di Agrigento e di Palermo, con tre diverse tipologie di terra, bianca, nera e rossa, ha nel suo Dna la ricerca di terreni fertili e luminosi. Nel 2018 inizia la sua avventura sull’Etna in partnership con la  “Gelsomina”, un anfiteatro di vigne nella frazione di Presa a Piedimonte Etneo.“Crescere, è la nostra parola chiave- dice il numero uno di Cantine Ermes- Tenute Orestiadi- Infatti il nostro fatturato che chiuderemo a giugno, è aumentato del 20%. Per il futuro prevediamo investimenti importanti in Veneto ed in Puglia. Sono le due regioni che ci permettono di crescere perché la campagna ha potere reddituale e quindi ha un appeal per i giovani che ritornano ed investono. Ma qui, in Sicilia – dice con una punta di rammarico nella voce – alla terra i giovani hanno preferito il posto fisso perché non dà reddito”.  A pochi chilometri, lungo la strada in direzione di Santa Ninfa, si estende il Cretto di Alberto Burri, la più grande opera di land art al mondo realizzata dall’artista tra il 1984 e l’89, che ricopre come un sudario i resti della vecchia Gibellina. Un luogo dove fermarsi anche solo per una preghiera laica, perché l’arte crea speranza. Peccato che non ci sia alcuna indicazione che valorizza l’opera perché la memoria, nell’indifferenza miope delle istituzioni, rischia di essere  consegnata all’oblio.

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