Tenute Mannino di Plachi: dalla tradizione ad un’azienda giovane, green e dinamica

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Relax al gusto di Bacco. La sera si è brindato con un calice di vino all’ombra dell’Etna,  guardando dal terrazzo le costellazioni nitide in un cielo sgombro di luci. Al mattino, aprendo la finestra, lo sguardo spaziava tra i filari di viti ad alberello allineate seguendo le sciare che sembravano tuffarsi nel mare. A Tenute Mannino di Plachi il tempo è un optional. Non c’è passato né futuro, si vive immersi in un eterno presente tra i profumi ed i colori delle vigne che hanno il magico potere di rilassare, di riconnettere le nostre vite, quelle più profonde.  Nella Tenuta Le Sciarelle, a 450 metri di altezza, nella parte a sud del vulcano, “ è situata la nostra vigna a bacca bianca di Carricante e Catarratto che ogni giorno, instancabilmente, guarda il mare. Quest’uva è utilizzata per la produzione dell’Etna doc bianco Tenute Mannino di Plachi e del nostro monovitigno IGP Carricante Palmento ‘810”.

Giuseppe Mannino le accarezza con gli occhi, le sue vigne. Parla poco ma in compenso è lo sguardo ad esprimere tutta la  passione per la sua azienda di famiglia che  risale al 1800, quando il  Barone Franz Mannino inizia a esportare in Europa e in Nord America i prodotti tipici siciliani, quali vino e arance, riscuotendo successo sul mercato internazionale. Il palmento dell’epoca, custodito all’interno della Tenuta Le Sciarelle, suggella  il legame tra ieri ed oggi. È qui che il giovane Giorgio Mannino, che rappresenta la sesta generazione, accoglie gli ospiti per far vivere tra gli oggetti agricoli d’antan un’esperienza sensoriale unica. 

Dall’Etna Bianco Doc all’Etna Rosso Doc, dallo spumante Brut agli Igt delle Terre Siciliane, in abbinamento ai prodotti di casa Mannino. Non solo vino ma anche olio DOP Extra Vergine di Oliva ottenuto dalla cultivar Nocellara dell’Etna, olive autoctone del vulcano, paté di olive verdi e nere, pomodori secchi e piccanti, marmellate di agrumi preparate con buccia e miele di zagara seguendo l’antica ricetta di famiglia. Ed ancora,  l’avocado per l’ottimo guacamole dell’Etna, frutta ed ortaggi.  Da perfetto padrone di casa, Giorgio ha ereditato dal padre Giuseppe la sicurezza del fare con un know-how moderno, pur non rinnegando la tradizione. 

La nostra – dice Giorgio con orgoglio – è un’azienda agricola a 360 gradi dove, dai campi alla tavola, assicuriamo una filiera tracciabile a garanzia della salute di chi sceglie i nostri prodotti”. Una realtà anche dinamica. “A noi giovani – continua Giorgio – il dovere di custodirla ed accompagnarla nella sua crescita aziendale, perché oggi è importante far conoscere ai consumatori dove nasce un vino, la storia del suo produttore, il contesto. Questo fa la differenza”. 

La cantina,  forziere dell’azienda, custodisce bottiglie che rievocano storie e racconti in un’atmosfera rarefatta, dove l’enoturista fa un viaggio nel tempo. Lentamente, mentre attorno la natura continua alacremente il suo lavoro. Nel rispetto della stagionalità e della tutela ambientale, Tenute Mannino di Plachi, a distanza di due secoli, è oggi un’importante realtà agrituristica, agricola e vinicola. La Tenuta Le Sciarelle con la sua villa del ‘700 è uno dei tre possedimenti  del composito mosaico enologico e di differenti terroir dell’azienda, dove è possibile fare wine tasting e soggiornare tra i vigneti. Sul versante nord dell’ Etna, a Castiglione di Sicilia, al Podere di Pietra Marina, ad oltre 500 metri di  altitudine sul livello del mare, dalle coltivazioni di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, alcune in età  prefilossera,  nascono i vini dell’Etna Rosso Doc, il rosato, l’ “Arì Etna Rosato Doc 2019” dedicato alla vulcanica Arianna Vitale, responsabile commerciale dell’azienda che lo ha fortemente voluto e, il fiore all’occhiello dell’azienda, il “Caterina di Plachi”, l’Etna Spumante Metodo Classico Rosé, nella top Italy delle prime 50 bollicine, dedicato  alla signora Caterina, moglie e mamma di Giorgio, Letizia e Corrado. L’altro possedimento è Tenuta del Gelso, vicino al mare, dove è possibile soggiornare e fare un tuffo in piscina tra aranceti ed uliveti. Per chi volesse, può fruire della formula “Mannino wine and pool”, per non perdere il piacere di una degustazione e di un tuffo. 
Un’azienda giovane, spigliata, che più che seguire le mode ama dettarle. E infine, come se non bastasse, Giorgio Mannino ha vinto  la medaglia d’oro al premio Biol, il concorso internazionale dedicato agli oli extravergine di oliva biologici, con il “suo” olio. Una piccola produzione di appena 1500 bottiglie, il preludio di una grande avventura, nel segno del green.

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