Strada del Vino Valle dei Templi, obiettivo: incoming e turismo di qualità

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Strada del Vino Valle dei Templi, obiettivo: incoming e turismo di qualità | Sicilia da Gustare

Incoming e offerta enogastronomica per un milione di turisti. Questi gli obiettivi principali emersi durante il convegno dal titolo “Vino, sapori e unicità del territorio” organizzato lo scorso 1° giugno dalla Strada del Vino e dei Sapori della Valle dei Templi a Casa Sanfilippo ad Agrigento. “In Italia arrivano in media 17 milioni di turisti attratti dal settore enogastronomico, di cui il 90% per il vino, generando flussi economici di cinica cinque miliardi di euro – ha dichiarato Fabio Gulotta, direttore della Strada –. Di questi 17 milioni, il Meridione percepisce meno del 7%, che dal Lazio in giù si spalma in altre otto regioni, tutto il resto rimane confinato tra Toscana, Piemonte e Trentino Alto Adige. La differenza non sta solo nei numeri ma nelle diverse strategie di marketing che hanno attuato queste regioni per fare incoming. Ecco perché – conclude il direttore – il primo vero obiettivo di questa associazione sarà fare incoming”. Tra i punti di forza messi in evidenza dal presidente Luigi Bonsignore quella di un’offerta produttiva unica dal vino all’olio.

Queste terre sono molto vocate per la produzione del Nero d’Avola e non è un caso che i nostri vini rappresentino le migliori espressioni del varietale. La nostra missione – ha dichiarato – sarà non solo quella di portare in auge questo vitigno ma legarlo al brand Valle dei Templi e a tutte le bellezze monumentali e paesaggistiche che si trovano nei 250 chilometri di Strada”. E sulla tutela del paesaggio è intervenuto il direttore del Parco Archeologico Giuseppe Parello.

Il paesaggio si può tutelare solo vivendolo, animandolo e, soprattutto, essendo un paesaggio agricolo, coltivandolo. Vorremmo rilanciare – termina Parello – la reintroduzione della vite dei Normanni attraverso una borsa di studio”. Sull’importanza della collaborazione e delle risorse umane ha insistito Florinda Saieva del Farm Cultural Park di Favara: “Siamo riusciti a far diventare la nostra città una delle tre attrazioni dopo la Valle dei Templi di Agrigento. Dobbiamo essere noi quella parte che inizia a costruire dei modi di stare insieme. Dobbiamo tradurre il desiderio di fare in fattibilità, sappiamo di avere potenzialità e ne dobbiamo prendere coscienza e attivare degli strumenti”.

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