grappa di Al Cantàra Rosa Fresca Aulentissima
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“Rosa Fresca Aulentissima”, grappa Al Cantàra

by Antonio Iacona
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Da vinacce di nerello mascalese è distillata da Giovi a Valdina, nel messinese. Nome ed etichetta rendono omaggio al poeta Ciullo d’Alcamo

Quando, nei giorni scorsi, abbiamo letto il comunicato stampa, non ci siamo meravigliati più di tanto. Certo, la notizia c’è ed è molto allettante: “Etna, è nata la prima grappa di Al Cantàra e si chiama Rosa Fresca Aulentissima”. È grappa di nerello mascalese, prodotta sul vulcano dall’azienda vinicola di Pucci Giuffrida. Già al nome del produttore, infatti, si dovrebbe aprire un capitolo a parte, interamente a lui dedicato. Commercialista, gentiluomo d’altri tempi, appassionato produttore di tutto ciò che di buono le sue vigne a Randazzo possono produrre, cioè Etna Doc, Igp, monovitigni… ma soprattutto Cultura: la cultura del bere, la cultura dell’isola, la cultura della condivisione di un passato letterario, storico, umanistico, glorioso di cui tutti noi Siciliani dovremmo essere orgogliosi. Per questo non ci siamo meravigliati e non ci meravigliamo nemmeno ad apprendere che entro fine anno arriveranno anche le prime bollicine da questa suggestiva cantina.

Al binomio vino-cultura, del resto, Pucci Giuffrida ci ha abituati ormai da anni. Ero ancora un giovane allievo dei corsi di sommellerie a Catania, quando mi ritrovai a raccontare, in una delle prime interviste realizzate nel settore, l’avventura vitivinicola di questo originale produttore. Era il tempo in cui le sue etichette iniziavano a conquistare premi packaging prestigiosi, a cominciare dal contesto del Vinitaly, quando ci si accorse che i vini prodotti non erano solo belli a vedersi nelle loro bottiglie, ma anche ottimi a degustarsi. Tutto ciò che l’azienda ha conquistato in questi anni è certamente meritato e adesso attendiamo che questi 599 esemplari di grappa “Rosa Fresca Aulentissima” corteggino e conquistino nasi e palati di appassionati e intenditori.

Intanto, Maurizio Molinaro, sommelier, assaggiatore professionista e commissario della Delegazione ANAG Catania (Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa e Acquavite), si è già pronunciato sul prodotto, tracciandone un profilo sensoriale che invita a scoprirlo: “Rosa Fresca Aulentissima – dice il sommelier – si presenta al naso con un piacevole profumo fresco e floreale, con note spiccate di viola e sambuco, lasciando successivamente spazio anche a sentori di nocciola. All’assaggio è piacevole, equilibrata ed armonica. Dopo il primo sorso ti invoglia a berne ancora. Elegante espressione di nerello mascalese, RFA si degusta sola, in abbinamento con un cioccolato fondente 85% oppure, in versione “young” nel mondo della mixology, abbinata nei cocktail insieme a frutta e spezie dai bartender più creativi”.

“Sicilianissima” definisce la sua ultima creatura il produttore, come sicilianissimi sono tutti i prodotti che escono dalla sua azienda, vere “poesie da bere”. “L’idea di cimentarci con una grappa dell’Etna – spiega Pucci Giuffrida – è stata una entusiasmante ed ulteriore sperimentazione del nerello mascalese: occorreva portare le vinacce fuori dalla nostra cantina di Randazzo e affidarle a occhi chiusi a seri professionisti, perché garantissero l’alto livello di qualità raggiunta da Al-Cantàra in questi anni, investendo in professionalità come quella del nostro enologo Rizzuto e in macchinari per la vinificazione di ultima generazione, come la pressa inertizzata con azoto che riduce la presenza di solfiti nei nostri vini. Ci siamo affidati al miglior mastro distillatore in Sicilia, Giovi, puntando sulla sua fama, riconosciuta anche fuori dall’isola. Da parte nostra, incoraggiati da premi e riconoscimenti a competizioni internazionali, avevamo la consapevolezza di affidargli dell’ottima materia prima allevata in uno dei territori più generosi e straordinari della Sicilia, le contrade del versante nord dell’Etna. E adesso, per fine anno, puntiamo alle “bollicine” Etna DOC, con il primo spumante Al-Cantàra”. L’etichetta, che nel nome rende omaggio con il primo verso al poeta-giullare medievale siciliano Ciullo d’Alcamo, è stata firmata da Annachiara Di Pietro, artista catanese che per Al Cantàra ha già realizzato l’immagine degli ultimi due vini – “Ciuri di Strata”, Sicilia Doc bianco e “Un bellissimo novembre” Etna Rosso Doc 2016.

Questa grappa, infine, vede la luce a Valdina, in provincia di Messina, appunto con il mastro distillatore Giovanni La Fauci, in arte Giovi. È un prodotto giovane, che riposa poco più di 10 mesi prima di essere imbottigliata. Determinanti per strutturare una grappa d’eccellenza tutte le fasi di lavorazione: a cominciare dalla prima, la vinificazione nella cantina, in Contrada Feudo S. Anastasia a Randazzo, dove l’enologo Salvatore Rizzuto seleziona le migliori vinacce di nerello mascalese. “Esauste dopo la fermentazione alcolica – spiega Rizzuto – vengono pigiate a basse pressioni per lunghi cicli e infine versate in contenitori ermetici. Entro 24 ore La Fauci viene a ritirarle per lavorarle immediatamente nella sua distilleria di Valdina”.

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