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Novara di Sicilia e il Maiorchino, formaggio “ludico” del Messinese

by Valeria Lopis Rossi
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Novara di Sicilia, cinta tra i Nebrodi e i Peloritani, è culla delle tipicità della provincia di Messina e fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia” sin dal 2004, mantenendo ancora intatte le antiche tradizioni culturali. Tappa enogastronomica d’eccellenza dove le nocciole e i prodotti caseari toccano espressioni di elevata qualità, fra questi primo per particolarità e appartenenza autoctona è il Maiorchino, un formaggio preparato con latte di pecora che viene stagionato per più di otto mesi, le cui forme hanno 10-12 cm di spessore, 35 cm di diametro e un peso di 10-12 kg. L’aspetto esterno della forma presenta una crosta di colore ambrata tendente al marrone per i formaggi più stagionati, mentre la pasta interna è giallo paglierino e anticipa un sapore delicato tendente al piccante all’aumentare dell’affinamento.

Il maiorchino è così radicato nel territorio da aver generato delle tradizioni: fra queste spicca l’antico “Gioco e Torneo del Maiorchino”, che si svolge durante il periodo di Carnevale con inizio il mese prima del martedì grasso.

“L’antichissimo gioco del maiorchino risale ai primi decenni del 1600 – spiega Angela Puglisi, Responsabile Servizi Culturali presso il Comune di Novara di Sicilia – la curiosa gara consiste nel far rotolare una forma di pecorino stagionato di circa 10 chilogrammi lungo un percorso, ormai consueto da secoli, che si snoda per oltre un chilometro attraverso le caratteristiche strade del centro storico. La forma di formaggio viene allacciata da un robusto laccio detto a lazzata che serve anche a guidare la direzione e a lanciare il formaggio e il lancio deve essere un misto di forza, precisione, esperienza e velocità, visto che vince la squadra composta sempre e solo da tre giocatori che taglia prima il traguardo a sarva impiegando il minor numero di lanci”.

Al torneo partecipano anche le squadre femminili e i ragazzi, un momento inclusivo che rafforza la comunità e la sua identità tra tradizione e folklore, infatti la conclusione dei giochi, che generalmente avviene la domenica di Carnevale, è l’occasione per degustare i prodotti del territorio: la ricotta fresca preparata dai pastori del luogo, pane e maiorchino  e maccheroni caserecci conditi con sugo di salsiccia e spolverata di maiorchino.

La scorsa edizione la preparazione della maccheronata finale è stata realizzata con la partecipazione degli studenti dell’Istituto alberghiero “Giovanni Falcone” di Giarre (CT), grazie alla collaborazione con la dirigente scolastica, Monica Insanguine.

Il gioco è anche oggetto di uno studio dall’Università di Catania, del Dipartimento di Economia e Impresa, effettuato dalla Dott.ssa Sonia Giaccone e dal professor Marco Galvagno, che sta osservando l’impatto economico del gioco del maiorchino sul territorio comunale.

“Il Gioco del maiorchino dal 2004 partecipa al Festival Internazionale dei Giochi in Strada Tocatì di Verona, che si svolge ogni anno durante il mese di settembre – sottolinea Angela Puglisi. – Dal 2017 la Comunità Ludica del Lancio del Maiorchino fa anche parte della rete italiana per la salvaguardia dei Giochi e Sport tradizionali e del programma di Candidatura delle buone pratiche di salvaguardia presso l’Unesco, insieme ad altre realtà europee”.

La festa del maiorchino dal 2006 è iscritta al registro delle Eredità immateriali presso l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, un riconoscimento che sottolinea il valore culturale dell’appuntamento che è un motivo in più per visitare lo splendido borgo.

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