Maria Grazia Brunetti, Casa Grazia:“La mia forza? È nella mia fede”

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Maria Grazia Brunetti Casa Grazia

“Il 2021 è già un nuovo risorgimento, in termini materiali, psicologici e spirituali. Perché nella vita e della vita sono stata benedetta ma nulla mi è stato regalato. Ho ottenuto tutto con impegno, dedizione e sacrificio. E poi perché, da vero scorpione, sono sempre rinata dalle ceneri. E perché non dovrebbe essere così anche questa volta? Luminoso e pieno di energia positiva: è così che vedo quest’anno”. 

In queste poche righe c’è tutta l’essenza di Maria Grazia Brunetti, imprenditrice del vino simbolo stesso della sua cantina, Casa Grazia. C’è tutta la sua fede, radice profonda e solida che non gela mai, nemmeno nei lunghi e tristi inverni come potrebbe essere inteso questo brutto periodo appena trascorso per tutti noi, con un compagno di viaggio come il Covid che nessuno avrebbe mai desiderato incontrare. E c’è anche tutta la sua forza, costanza, determinazione e, perché no, quella sottile confidenza con le stelle, che scomoda simpaticamente astrologia e pianeti, per ricordare che lei, scorpione, è molto difficile che si abbatta. 

Per questo, e per molto altro, la nostra intervista per Sicilia da Gustare si svolge all’insegna dell’ottimismo, del coraggio e della ripartenza. “Da imprenditrice – ha esordito Maria Grazia – mi piace ricordare il termine “resilienza”, anche se devo ammettere che ciò che mi ha salvato dall’angoscia del periodo è stata la mia profonda fede. E pensare che l’annata 2020 doveva essere quella di lancio dell’azienda, dato che nel 2018 e 2019 eravamo intervenuti con il restyling nell’immagine e nella comunicazione, con etichette nuove e sito nuovo. E invece…”

Ma Maria Grazia non si abbatte, anzi. Vive il momento con grande riflessione, considera la fragilità umana e i suoi limiti. E a livello aziendale il pensiero si traduce in solidarietà. Cominciano le video call settimanali, anche solo per rompere il silenzio, per fare sapere a dipendenti e collaboratori che “noi ci siamo!”… 

Il suo ottimismo si trasferisce a tutta la squadra e il lockdown diventa un’opportunità per progettare meglio le azioni future della cantina, preparandosi alla riapertura. “Ho alle spalle – ammette l’imprenditrice – un grande uomo, mio marito Angelo Brunetti detto Gino, e i miei figli Emilio, 40 anni, e Miriam, 30 anni, che lavorano in azienda. E poi, a livello lavorativo, le cose che fanno piacere: finalmente i miei vini hanno un luogo che gli appartiene, dove possono riposare e maturare, grazie al restyling della cantina. Fino ad oggi, infatti, ci eravamo appoggiati ad un’altra struttura. Casa Grazia, poi, ha continuato ad espandersi, dagli inziali 220 ettari agli oltre 400 di oggi. Abbiamo incrementato l’acquisto di alberi di ulivo e progettiamo di fare un frantoio per il nostro olio. Abbiamo il progetto di produrre vini in altre zone vocate della Sicilia, ma questo lo sveleremo in seguito, anche se sarò sempre orgogliosa di appartenere alla zona del Cerasuolo di Vittoria e alla Riserva naturale del Biviere. Ci saranno nuove etichette – annuncia Brunetti – e le presenteremo in concomitanza con l’apertura della cantina, a cui dedicheremo un vino specifico”. 

Un percorso solido, proprio come la sua fede, quello compiuto dalla cantina, nata nel 2005, che ha vissuto nuovi passaggi e crescite nel 2017 ed ancora oggi, rinata nuovamente! Per il momento non accenniamo altro e possiamo solo dire che vivremo assieme a questa signora tenace le grandi novità che riguarderanno Casa Grazia, che si appoggia anche su solidi collaboratori, come Riccardo Vella, che cura meticolosamente l’aspetto amministrativo e finanziario e che sarà il nostro ospite per la prossima intervista che pubblicheremo in questi giorni. Buona attesa, dunque, magari sorseggiando proprio una etichetta di Casa Grazia…

  • Salvatore
    31/05/2021 alle 17:02

    Grande Antonio Iacona.È sempre un piacere leggere i suoi Articoli.

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