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Maenza Vini, le nuove annate dei vini dell’azienda camporealese

La famiglia Maenza

Tra le dolci colline intorno a Camporeale, Maenza Vini è un’azienda familiare che si estende per dodici ettari, a un’altitudine compresa tra i 400 e i 600 metri sul livello del mare.

Nei vigneti impiantati dal 1996, la famiglia Maenza coltiva oggi varietà autoctone, come il Grillo e il Catarratto, a testimonianza dello stretto legame con il territorio, e internazionali, come il Syrah, che si è adattato egregiamente alle condizioni pedoclimatiche di questa zona della Sicilia occidentale. 

Nel 2019, Calogero, Giacomo e Beatrice Maenza, i tre fratelli che rappresentano la nuova generazione di vignaioli, decidono di portare avanti l’ambizioso progetto iniziato negli anni Novanta dai genitori e vedere così nascere i vini da quelle stesse uve che avevano sempre raccolto da bambini. 

“La nostra azienda nasce ufficialmente nel 2019 come progetto di famiglia. Il sogno dei miei genitori era quello di produrre vino imbottigliato di qualità da quelle stesse uve che, vendemmia dopo vendemmia, conferivano ad alcuni produttori della zona – racconta Calogero Maenza, che in azienda si occupa di Sales & Marketing. Quando io e i miei fratelli eravamo ancora adolescenti abbiamo incoraggiato i nostri genitori a perseguire la loro idea, spinti dal valore più importante che ci hanno tramandato durante la nostra infanzia: la famiglia.”

La coltivazione dei vigneti avviene seguendo i dettami dell’agricoltura biologica, nel completo rispetto del terreno e delle caratteristiche naturali della vite. Il risultato delle tecniche usate sono vigneti sani, che crescono seguendo il ritmo naturale delle stagioni, perfettamente integrati nel proprio ambiente. Tenacia e impegno si riflettono anche sulle nuove annate dei vini Maenza, frutto delle operazioni in vigna portate avanti durante l’ultima vendemmia, così come in cantina, che confermano ancora una volta il lavoro portato avanti dall’azienda camporealese.

“I nostri vini sono il frutto dell’amore che ci hanno trasmesso i nostri genitori per questo settore e per il territorio in cui ha sede la nostra azienda. Oggi, produciamo circa 15mila bottiglie l’anno, prediligiamo la qualità in vigna, dove il vino ha origine. Abbiamo appena imbottigliato la quarta vendemmia e siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo raggiunto in così poco tempo”.

Ohana Sicilia DOC 2022, grillo in purezza, è l’emblema della famiglia. Il nome di questo vino deriva dalla cultura popolare hawaiana, “ohana” significa relazione stretta, forte e, per estensione, si collega al concetto di famiglia. Il colore di questo vino, giallo paglierino carico, è dato dalla fermentazione per 12 ore sulle fecce e colpisce al naso per le sue note spiccatamente tropicali di mango e ananas che si fondono a quelle agrumate, arricchito dal fresco profumo di fiori gialli. Al palato è fresco e persistente. L’altro bianco aziendale, Béa Terre Siciliane IGT 2022, è dedicato alla piccola donna di casa Beatrice. Da uve 100% Catarratto, giallo paglierino con riflessi verdognoli, intenso e persistente con note di zagara e limone, conquista al primo sorso per la sua freschezza, dovuta all’acidità, bilanciata dal finale persistente.

L’annata 2021 di Jacques Terre Siciliane IGT, vino rosso da uve 100% Syrah, affinato per quattro mesi in barrique di rovere francese, si presenta con una importante potenzialità di invecchiamento. Con la sua intensa tonalità rosso rubino, esaltata da un riflesso porpora vivace, predomina al naso, con i suoi sentori di frutta rossa e ciliegia in cui la nota speziata, tipica di questo vitigno, inizia a farsi riconoscere e da un palato intenso con un tannino vellutato.

La presentazione delle nuove annate è l’occasione per volgere anche uno sguardo al futuro. “Tra i progetti a breve termine, stiamo lavorando all’espansione sul mercato internazionale dell’azienda per far conoscere la qualità dei vini di questo territorio nel mondo e a una nuova referenza, prevista per il prossimo anno, che andrà ad aggiungersi alle tre attualmente prodotte” conclude Calogero Maenza.

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