Luca Craparotta vince la Borsa di studio “Simone Carbone” al Nosco.

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È stato l’allievo Luca Craparotta del settimo corso del Nosco ad essersi aggiudicato quest’anno la seconda borsa di studio che lo chef Orlando Causarano di Scicli ha deciso di intitolare a Simone Carbone, il giovane ventenne, anche’egli proveniente dalla scuola Nosco di Ragusa Ibla, che il 4 agosto del 2015 ha perso la vita in un incidente stradale. Gli 11 allievi della rinomata scuola di alta cucina diretta dallo chef Giovanni Galesi si sono cimentati nella preparazione di un piatto utilizzando in particolare tre ingredienti molto cari a Simone e da lui stesso usati per il piatto d’esame: la farina di Russello, i mitili e le pale di ficodindia. Una prova un po’ particolare, vista la presenza di un insolito ingrediente, ma che tutti i ragazzi hanno accettato di cuore per rendere, innanzitutto, omaggio ad un giovane che come loro amava la cucina più di ogni altra cosa.

E così, fra prove varie, tesine scritte, i noschini hanno messo in pratica quanto sinora appreso nel corso preparando, con il cuore e con lo sguardo sempre attento alla memoria, al significato del ricordo, dei piatti che hanno messo a dura prova, ma piacevolmente, anche la giuria composta dallo chef Davide Cicciarella, dalla giornalista Gianna Bozzali e dallo stesso Causarano. “Conoscevo Simone da quando era piccolo – racconta Causarano- e fui io stesso ad indirizzarlo al Nosco per far sì che anche lui come me facesse questa straordinaria esperienza formativa qui. A seguito della sua tragica scomparsa – prosegue- decisi di tenere viva la sua memoria per cui ho voluto assegnare una borsa di studio al più meritevole che sapesse realizzare dei piatti utilizzando degli ingredienti che  Simone amava utilizzare. La sua era cucina particolare, ricordo che amava molto rifarsi a quella di Apicio”. A superare la prova come detto è stato Luca Craparotta  proponendo uno spettacolare e complesso entrée: spaghettini di seppia, carote e mitili, salsa di cladodi su polvere di capperi e peperoni essiccati accompagnati da un drink per una rivisitazione del Bloody Mary, un po’ per ricordare il settore beverage da cui proviene Luca.

“Non ho avuto modo di conoscere Simone- ha spiegato Luca nella sua tesina- ma da ciò che ci è stata raccontato ho capito che era una persona dedita a questo lavoro, con tanta voglia di fare, di sperimentare e di mettersi in gioco. E allora ho deciso di dedicare questa giornata di prova a Simone e allo stesso tempo a tutti coloro che scelgono di portare avanti una passione”.

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