L’eleganza del Cerasuolo. Guzzo: “Sarà il vino del futuro”.

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Un vino capace di esprimere una grande eleganza e piacevolezza. Sono questi i due tratti distintivi che ogni Cerasuolo di Vittoria Docg dovrebbe avere secondo Tonino Guzzo, uno dei più rinomati enologi siciliani che dal 2014 ha iniziato ad approfondire lo studio sui Cerasuoli a seguito dell’invito a lui rivolto dall’azienda Casa di Grazia che lo aveva prescelto quale enologo per seguire la propria “regia” vitivinicola. Una lunga esperienza alle spalle, un lavoro nel settore iniziato nel 1985, dedicato anche alla riscoperta dei vitigni autoctoni in un momento in cui ancora se ne parlava poco, Tonino Guzzo, agrigentino, vanta importanti collaborazioni avendo prestato la sua consulenza a cantine di prestigio (da Settesoli a Tasca d’Almerita), mentre ora cura e segue con passione diverse realtà siciliane e venete.

Anche se in futuro lo vedremo in Puglia, Calabria e Campania, lui preferisce considerarsi un uomo del sud e prima di tutto un umile servitore della terra. Ed è dal dialogo constante con la terra, con le sue viti che Tonino Guzzo riesce a tirar fuori il meglio delle uve: ogni cultivar è riconoscibile nei suoi vini così come il territorio da cui provengono. Se ciò accade in generale in tutti i suoi vini, lo si apprezza a maggior ragione nel Cerasuolo di Vittoria Victorya 1607 di Casa di Grazia, 50%Nero d’Avola 50% Frappato.

“Quando iniziai a lavorare per Casa di Grazia- racconta Guzzo- era la prima volta che mi trovavo ad avere a che fare con il Cerasuolo di Vittoria. Pur conoscendolo ed avendolo studiato, visto che io amo sempre entrare in punta di piede in ogni azienda, decisi di fare un tasting di circa 30 bottiglie presenti in commercio. Iniziai ad approfondirlo e a capire cosa si voleva realizzare. Ho un’idea ben precisa di quello che deve essere il Cerasuolo: non è un vino banale, semplice come qualcuno possa immaginare. I Cerasuoli devono esprimere grande eleganza e piacevolezza. E alla domanda su cosa non deve avere un Cerasuolo, mi piace rispondere che esso non deve avere alcuna pesantezza. Deve essere un vino bevibile, non deve stare sullo scaffale”. Degustando Victorya 1607 si trova tutta la filosofia di Tonino Guzzo, condivisa dalla wine maker Maria Grazia Brunetti (nella foto sopra). Un Cerasuolo in cui si denota una certa freschezza, eleganza, un vino femmineo capace di esprimere un territorio ben preciso. Siamo a Gela, nel cuore della riserva naturalistica di Biviere.

Qui ci sono terreni sciolti, che vanno sul sabbioso e medio impasto, mentre nella parte più alta nei pressi del lago Biviere sono più salini, un microclima umido che ben si adatta ai due vitigni coltivati per il Cerasuolo. “Il Nero d’Avola – ci spiega Tonino Guzzo- viene fuori da qui con un carattere più leggiadro non con quella tannicità che caricherebbe troppo il prodotto ed è capace di regalare al vino quel caratteristico colore rosso ciliegia. In esso poi ritroviamo i profumi della frutta a bacca rossa e quella tannicità delicata regalati dal Frappato. Quest’anno si prevedono circa 13.300 bottiglie”. Un vino che si consiglia di bere ancora giovane, ma lo si può tranquillamente conservare e bere dopo qualche anno, e che sta riscontrando parecchio interesse in vari mercati internazionali (se la stessa Alivini lo avrà attenzionato, un motivo ci sarà!).

“Il Cerasuolo secondo me ha tutte le caratteristiche per poter diventare il vino del futuro- conclude l’enologo-. Noi come azienda e tutti i produttori, incluso lo stesso Consorzio di Tutela, dobbiamo puntare su questa sfida affinché questo vino possa finalmente avere il giusto riconoscimento nel mondo e tutti possano vedere le potenzialità di questo territorio”.

 

 

 

 

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