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La Sicilia delle grappe: “sfumature” e dati in crescita

by Antonio Iacona
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Un’interessante degustazione a Castellammare del Golfo curata  dall’ANAG ha svelato note interessanti per i distillati nell’isola

Un primato che probabilmente non tutti conoscono della nostra isola è quello di essere la prima regione in Italia per numeri di iscritti all’ANAG, l’Associazione  Nazionale che riunisce gli Assaggiatori di grappa ed acquaviti. Sono, infatti, ben 162 gli associati in Sicilia, distribuiti tra le sezioni di Catania, Ragusa, Siracusa, Palermo, Vittoria, Modica, Alcamo e Castellammare del Golfo. Un primato che supera di gran lunga altre regioni di tradizione “alpina”, come il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Piemonte, il Trentino, la Valle d’Aosta. Si pensi soltanto che la sede nazionale dell’ANAG, fondata nel 1978, si trova ad Asti e che il Piemonte ha circa 50 iscritti e che al secondo posto, dopo la Sicilia, c’è l’Emilia Romagna, con 100 associati, mentre in Italia i membri ANAG sono circa 700 da 12 regioni. Ma non è solo un fatto di numeri. Anche sul fronte della produzione, la Sicilia fa parlare di sé, con 4 distillerie attualmente operative e in piena produzione, anche se sono addirittura circa 160 le etichette di grappe siciliane che non tutti conoscono.

Dati interessanti, emersi nel corso della 8^ edizione del Premio Mediterraneo Packaging svoltosi a Castellammare del Golfo, nel trapanese, il 7, 8 e 9 agosto, dove il Premio ha avuto i natali e dove viene organizzato ogni anno dal giornale on-line di enogastronomia EgNews, con il suo editore Francesco Turri e il suo direttore responsabile Piero Rotolo, coinvolgendo intelligentemente gli attori del territorio, a cominciare dall’Istituto di istruzione secondaria superiore “Mattarella – Dolci”, la Regione, il Comune e gli albergatori. Da qualche tempo a questa parte il Premio, dedicato da sempre al miglior packaging nell’ambito del vino e dell’olio, si è aperto anche al mondo dei distillati e così quest’anno, coinvolgendo la stampa di settore nelle degustazioni, come da tradizione, ci siamo imbattuti anche in una interessante degustazione di grappe. 

A guidare l’incontro, con molta professionalità e precisione e riuscendo a coinvolgere anche i non addetti ai lavori, è stato il vicepresidente regionale ANAG Sicilia, Giuseppe Di Marco, che ha intitolato l’incontro “Sfumature di Grappe”. Il vicepresidente Di Marco ha voluto sottolineare ed elogiare l’importante lavoro che hanno svolto e stanno svolgendo i nuovi vertici dell’Associazione, completamente rinnovata nell’isola, e che hanno saputo dare nuovo impulso non solo al numero degli iscritti, conquistando il primato nazionale, ma anche all’attenta partecipazione agli eventi. Un plauso è andato così al grande impegno profuso dal presidente regionale Giancarlo Francione.  

“C’è una Sicilia dei distillati che comincia a farsi sentire – ha detto Di Marco – e i risultati sono già sotto gli occhi di tutti. Penso al concorso Alambicco d’Oro, dove le nostre aziende erano anni che non partecipavano e invece all’ultima edizione hanno ottenuto grandiosi risultati e diverse medaglie, con un terzo posto nel medagliere, lottando spalla a spalla con grandi regioni come Veneto o Friuli”. Il vicepresidente ha poi introdotto i degustatori all’evento, illustrando i vari aspetti dei distillati, spiegando le differenze tra grappe aromatiche, giovani, invecchiate, acquaviti d’uva, e spiegando le caratteristiche dei quattro distillati degustati: Acquavite di Uve Rosse “Prime Uve”, Grappa Giovane, Grappa Invecchiata Barricata e grappa di Chardonnay invecchiata in Barrique. 

Un mondo, quello delle grappe, che è solo apparentemente simile al vino e che invece presenta aspetti assolutamente originali, a cominciare dal bicchiere dal quale si degusta, che solo dopo una lunga ed appassionante ricerca iniziata nel 1991 gli esperti ANAG sono riusciti a decifrare, regalando al mondo e agli appassionati un calice dalla forma perfetta, per potere al meglio catturare colori, aromi e sapori dei vari distillati. Le degustazioni non risultano sempre di facile decifrazione, anche in questo campo (come in tutto ciò che caratterizza l’agroalimentare di qualità) si deve studiare e tanto, svolgendo molta pratica. Tra le novità sul fronte della produzione, invece, ci rende orgogliosi il fatto che oltre alle classiche botti utilizzate per decenni nel mondo dei distillati, come quelle di castagno, si siano aggiunte da un po’ di tempo quelle di Marsala, come fa un’azienda del nord Italia che, da contratto, affina qui in Sicilia i propri distillati, portando infine con sé un po’ della nostra terra.

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