La sfida già vinta di “Nero21”: spumante rosato di Coppola 1971

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su email
Spumante coppola 1971

Le bollicine siciliane possono non destare più alcuno scalpore, anche se eccellenti e tali da competere con cugine e sorelle nordiche. Ciò che attira interesse, invece, è come quest’isola, già produttrice ormai da decenni di ottimi vini stimati e ricercati in tutto il mondo, cerchi ancora di definire (quasi non paga mai di se stessa!) nuovi tratti essenziali del proprio carattere!

È una scelta innanzitutto “identitaria”, ad esempio, quella compiuta da Ilenia e Francesco Coppola, cugini e giovani fondatori della casa vinicola palermitana di Partinico Coppola 1971, di aver dato vita alla casa “spumantistica”, come tengono a precisare, come prima azienda vinicola siciliana a produrre esclusivamente bollicine e dai propri vigneti.

L’ultimo nato, che abbiamo potuto degustare, è il Nero21: “Nero” da Nero d’Avola, “21” ad indicare questo travagliato secolo, che comunque anche cose buone sta lasciando al suo passaggio. Lo pensiamo accostandoci al calice che contiene questo rosato Dop Sicilia, spumante brut Metodo Charmat lungo, con un basso residuo zuccherino. La meticolosa selezione delle uve in vigna ne getta le basi, il vino rifermenta in autoclave e infine affina per sei mesi sui lieviti.

«La nascita di uno Charmat di livello – spiega l’enologo Sebastiano Polinas, che ne cura la produzione per l’azienda siciliana parte dalle condizioni ideali delle uve, dalla scelta del momento giusto per la raccolta, da una adeguata prima fermentazione e da una seconda fermentazione che valorizzi le uve. La scelta del Nero21 è azzeccata, la spumantizzazione del vitigno principe siciliano Nero d’Avola in rosato ne esalta le caratteristiche varietali e di freschezza e ha un colore volutamente naturale.»

Ilenia e Francesco Coppola sono la terza generazione di una famiglia di produttori dedita alla coltivazione dell’uva e alla produzione di vino da circa cinquant’anni, e hanno così lanciato questa sfida sul finire del 2017, accompagnati dal noto enologo sardo, trasformando le uve provenienti dai 70 ettari di vigneti di famiglia, interamente coltivati in biologico, tra Alcamo e Partinico, in spumanti trendy ed eleganti, iniziando un percorso ambizioso per la Sicilia.

«La nostra mission – spiegano i due produttori – è quella di creare spumanti con Metodo Charmat di qualità, che abbiano appeal e che identifichino univocamente la nostra azienda come “l’azienda delle bollicine”. Abbiamo dato forma alle potenzialità dei nostri vitigni siciliani, che posseggono tutte le caratteristiche per generare dei vini base che poi si trasformeranno in meravigliosi spumanti. Il “varo” del nostro Nero21è per noi motivo di vanto, una bollicina rosata molto particolare che a breve potrà fregiarsi della denominazione di “biologico”, dato che è in dirittura d’arrivo l’iter burocratico per la definizione formale di questo riconoscimento e che sarà destinata unicamente al pubblico dell’Ho.Re.Ca.».

Il nuovo progetto Nero21giunge dopo altri successi della cantina (come la linea “Party Line” con il Nerello Mascalese, anch’esso rosato, e gli altri Metodo Charmat da Catarratto, Inzolia e Grecanico) e si colloca nella linea “Top Line” accanto al “’71”, da uve Grillo provenienti da quattro cru differenti aziendali, e al “3.0”, delizioso Moscato spumante extra-dry. Il brand, tra l’altro, richiama l’anno di fondazione dell’azienda di famiglia, la So.Si. S.p.A., creata dal nonno Francesco proprio nel 1971 e portata avanti successivamente dai figli Salvo e Tonino, rispettivamente papà di Ilenia e di Francesco.

Tante le gradevoli sorprese alla degustazione, ma anche le piacevoli conferme: dal colore brillante di un rosa ciliegia al perlage fine e persistente. Un’eleganza confermata anche al naso, tra sentori morbidi di frutta rossa ma non invadente: ribes, ciliegia, qualche richiamo agrumato e “angoli” rotondi di pepe rosa. In bocca giunge fresco, piacevolmente sapido e che chiude una degustazione che invita a un nuovo assaggio. Un vino che fa immaginare nuovi aperitivi eleganti in quest’isola, magari scrutando il mare o le colline vitate, mentre piccoli assaggi di finger food di nostri bravi chef, o perché no di sushi, arricchiscono il godimento del paesaggio. O magari, oggi che giustamente anche la pizza ha trovato nuove trasformazioni nel gusto, l’abbinamento si potrebbe azzardare anche con qualche salsa di fondo appena uscita dal forno…

mood_bad
  • Non ci sono commenti.
  • Lascia un commento

    Potresti essere interessato a