La “grande bellezza” siciliana! Il turismo culturale fa ben sperare

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I dati sono di qualche giorno fa, per l’esattezza relativi al 1° maggio scorso, quando in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro sono stati davvero in tanti a scegliere di dedicare qualche ora alla scoperta delle meraviglie della nostra Isola. Quel giorno scrivevamo nei nostri editoriali ( La Sicilia del lavoro può essere all’altezza delle sue eccellenze agroalimentari? – Sicilia da Gustare ) che in realtà c’era ben poco da festeggiare, perché i dati riguardanti la (dis)occupazione in Sicilia e nel Sud Italia sono davvero drammatici. 

Ma ci sono altri risultati che fanno ben sperare in una ripresa. Anzi, meglio ancora, che tracciano una strada indicata già dalla naturalezza stessa delle cose in questa terra di meraviglie e di controsensi. “Boom di visitatori nei musei e parchi archeologici siciliani aperti il 1° maggio”: questo era il titolo confortante del quotidiano La Sicilia relativo al fatto che “un fiume di persone ha invaso il Parco Archeologico di Selinunte, l’area archeologica più estesa d’Europa”. E attenzione: le presenze di visitatori, proprio il 1° maggio, sono state 2.363, praticamente il doppio di quelle registrate il 1° maggio del 2019, ancor prima quindi di pandemia e chiusure forzate, mentre, riportava sempre il quotidiano catanese, “altri 300 visitatori hanno invece affollato il vicino Museo del Satiro a Mazara del Vallo”. 

Ecco appunto, citiamo Selinunte, ma potremmo citare tanti altri siti di questa terra e citiamo i dati relativi alle persone, che si potrebbero benissimo tradurre in cifre di introiti economici per le nostre casse. La ricetta che ci raccontiamo ogni anno è sempre questa: puntare su turismo, cultura, ristorazione… Gli ingredienti vincenti li conosciamo a memoria. Ma allora, che cosa è cambiato (o potrebbe essere cambiato) rispetto ad un passato più o meno recente? 

Se riflettiamo un attimo, non è affatto indifferente che la gente abbia ripreso, finalmente, a vivere, che si sia accorta di quanto sia fugace e caduco tutto ciò la circonda. E se, con intelligenza più che con cinismo da multinazionali, puntassimo proprio su questo “desiderio” di tornare a vivere? Sulla voglia e sul piacere di ri-scoprire le meraviglie che ci stanno attorno e delle quali, forse, prima non avevamo contezza? Capite bene di quanto la Sicilia avrebbe gioco facile, facilissimo in questo sentiero: tutte le meraviglie sono a portata di mano. Basta, allora, cambiare passo e mettersi a pieno regime nel sentiero della “grande bellezza” siciliana. 

A proposito, noi di Sicilia da Gustare in questa “grande bellezza” ci facciamo sempre entrare l’enogastronomia… Buona scoperta e buon appetito! 

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