Il Maestro Giuseppe Arena a “Casa Sanremo” per il 2° anno consecutivo con granite e gelati

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Giuseppe Arena con la moglie Rosaria Inferrera e il panettone al pistacchio

A 3 anni faceva il primo caffè e lo portava al tabaccaio vicino alla bottega di famiglia, a Ganzirri, e a 7 anni preparava la prima granita al limone, golosità dolciaria del territorio. Oggi è diventato un Maestro Gelatiere e Pasticciere, che anche “Casa Sanremo” reclama per il secondo anno consecutivo. L’ottimo artigiano Giuseppe Arena, dal suo piccolo e valente laboratorio di Messina che condivide con la moglie Rosaria Inferrera, si riconferma presenza necessaria per la “Hospitality Area” che si appronta al “Palafiori”: accanto all’Ariston, al servizio di artisti, discografici, giornalisti e Vip, sfilerà con la sezione culinaria e correlata al “Festival della Canzone Italiana”. Gli appellativi ridondanti come “Pastry chef” a lui non piacciono, ma il “giocoliere del dessert” Giuseppe, 46enne, è entrato nell’Olimpo dei più quotati creatori di squisitezze regionali. Andrà il prossimo 28 gennaio a portare la bandiera di Messina nella città dei fiori e, anche se per lui non è una novità, dice: «Ritornare in Liguria a distanza di un anno è motivo di fierezza per una così importante occasione e sostenuto dai miei assistenti. ‘Casa Sanremo’ è l’evento dentro l’evento, dove si muovono gli addetti ai lavori della kermesse e dove chi viene invitato a far conoscere le sue specialità viene valorizzato al meglio, perché è sotto la lente di un parterre d’eccezione ed influente, oltre che famoso». 

Per il primo giorno a Sanremo, gli è stato chiesto di realizzare entro le 18 una torta di un metro per un metro e 50 di trenta chili da disporre al buffet. Offrirà anche paste di mandorle fatte con Farina di Mandorla e Pistacchio, cannolicchi alla ricotta, pignolata (new entry) e piparelli. «Abbiamo la possibilità di sponsorizzare il prodotto al piatto e gourmet – ricorda -. Preferiamo per la conservazione due dessert secchi ed uno di gelateria. Facciamo attenzione alle eventuali intolleranze e allergie alimentari. L’anno scorso, Red Ronnie mi avvisava: ‘Non posso mangiare ricotta e qualche altro ingrediente’. Poi ha provato pasta di mandorla e cannolo pure con pistacchio». Otto giorni mattina, pomeriggio e sera consentono di mostrare l’attitudine al mestiere con tre dessert al pasto. 

Per Sanremo, Arena si appoggia ad un suo collega di origine siracusana, Fabio Marconi, che ha due punti vendita in Liguria. Così, spedisce le materie prime in un laboratorio centralizzato. Questo proficuo legame è nato da una decina d’anni, durante un evento ad Acireale, la “Nivarata” 2016.   

Nel suo locale peloritano, Arena propone dai 12 gusti della maggior parte dell’anno ai 18/20 dell’estate con le primizie della stagionalità. Ci sono i grandi classici, come la caffè con panna, e alcuni che hanno un tocco di straordinarietà e classe. Il suo vanto, per esempio, è la Granita “al Bergamotto” calabrese, detta “Spisidda”, che deriva da un accordo stretto coi colleghi calabresi.

È un dolce gourmet inventato in occasione di un evento gastronomico qualche anno fa ed è più adatta ad una fine pasto che ad una colazione o ad uno spuntino dissetante: la composizione profumata e piccante è data da bergamotto, scaglie di peperoncino, vodka e prosecco. Poi, altre due peculiarità: il gusto Mango con frutti del milazzese, insieme a Menta e Lime e “Melograno Wonderful” con scaglie di Cioccolato di Modica. Per appena 15-20 giorni ad agosto, è possibile degustare alla “Gelateria Arena” il Sorbetto a base di Pesca Smergia (presidio Slow Food), che si coltiva nella zona di Monforte San Giorgio (Valle del Niceto).

Mandarino ripieno di sorbetto al mandarino di Arena
Mandarino ripieno di sorbetto al mandarino di Arena

Arena indica il suo cavallo di battaglia nel Sorbetto di frutta fresca, in particolare al Mandarino: il frutto viene direttamente dai terreni di Timpazzi sulla costa tirrenica, da cui Giuseppe attinge. Da quattro anni, è tornato con la sua arte dolciaria nel suo villaggio natio, Ganziriri, paesino della Riserva Naturale Orientata “Capo Peloro”, dove residenti e turisti si mettono in fila per assaggiare le sue leccornie di crema e “ghiaccio”, che sono un tuffo in succo e polpa di frutta. L’attività, aperta a luglio 2018, è un riferimento per il circuito della zona nord, ma Giuseppe era già conosciuto col suo “Bar Export” che ha condotto per 13 anni dal 2008 allo scorso novembre, in un’arteria centrale della città, nei pressi del Teatro Vittorio Emanuele III. Da 5 anni, i suoi impegni si sono duplicati trotterellando per la Sicilia anche come esperto pasticciere e formatore. Tiene Corsi di Gelateria per intolleranti al glutine (celiachia), a lattosio e zucchero. Fa parte della Con.Pa.It. Sicilia – Alta Formazione e Federazione Italiana Cuochi. Arena è prossimo ad avere un altro ruolo di prestigio: confluire in “Disciple d’Auguste Escoffier international di Sicilia”, l’associazione gastronomica scientifica che segue i canoni del cosiddetto ‘imperatore dei cuochi” Georges Auguste Escoffier ovvero l’antesignano umanistico dell’Alta Cucina (presieduta dallo chef Giovanni Montemaggiore). Progetti futuri: intensificare la produzione del gelato e farlo assaggiare alla vecchia maniera, distribuendolo in giro con due carrettini agganciati ad una bici. Alcuni eventi in stile siciliano sono stati lo spunto, perché realizzati fino alle falde dell’Etna per eventi privati con chef stellati, come quello sulla panificazione all’Nh di Taormina con lo chef Natale Giunta.

Il rapporto con sua moglie si interseca con il lavoro: Giuseppe e Rosaria sono cresciuti nel laboratorio, fidanzati nel 1992 e sposati nel ‘98. I due figli sono arrivati con il matrimonio: Nicola, 19enne, che sta facendo un corso di “Pastry chef” per Costa Crociere in un istituto alberghiero a Palermo per il Sud Italia e dovrà effettuare esami di navigazione per imbarcarsi; Jenny, di 17 anni, che, dal 5 agosto, è negli Stati Uniti (Arizona) per conseguire un doppio diploma con lo scambio interculturale all’estero e fare l’hostess sulle navi o in aeroporto (conosce le lingue inglese, francese, spagnolo e tedesco). 

Anche se il Natale è passato, è doveroso accennare, infine, al Panettone di Giuseppe con lievitazione naturale senza conservanti, riempito col gelato Gianduia: questo gusto si chiama “Gianduia Capo Peloro” bilanciato con la ricetta del nonno e l’Azienda di Torino “La frutctital”, con cui il pasticcere collabora da 4 anni. Ad essere impiegata è la Nocciola di Montalbano, promossa anche in un evento dedicato ai Megaliti dell’Argimusco a Montalbano Elicona. Infine, la Mandorla delle paste è calibrata o già in pasta, grazie alla sinergia con l’Azienda Agricola di Librizzi “Dolce Florio”.     

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