Il Lancillotto di Ragusa e la Sicilia nei gelati

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Licitra è il numero uno al mondo nell’industria di semi di carrubo

Ti accorgi di essere arrivato in Sicilia quando senti profumi penetranti come quello di zagara e quello del mare dello Stretto e di sapori intramontabili come la granita e ancor di più quando sei rapito da visioni impattanti come la falce del Porto di Messina con la Madonnina o l’Etna. Ma c’è qualcosa che racchiude odori, gusti e panorami che sanno ancor più di Sicilia: imbattersi negli arbusti solenni di carrubo nella zona iblea e nel ricordo delle caramelle omonime. 

L’imprenditore ragusano Giancarlo Licitra, 58 anni, conosce bene le percezioni trasmesse dai carrubeti che sono diventati il suo “core business”, al punto di averlo decretato, in una classifica d’élite aggiornata di recente, numero uno al mondo nella creazione di “stabilizzanti alimentari” che contengono farina di semi di carruba. Questo titolo si deve al sito internazionale “Lbg Sicilia Ingredients” (“Lbg” sta per locust bean gam – gomma di semi di carruba) creato nel 2000 da Licitra e si deve ai chicchi dei baccelli che rientrano nella costituzione di tanti cibi (dai marchi invitanti Nestlé, Müller, Danone): gelati industriali, formaggi spalmabili, salse, yogurt e tutti quei drink in alternativa al latte, togliendo il lattosio dalla produzione (vedi latte di mandorla, di riso e soia, con origine vegetale). Come se non bastasse, la formula di Licitra si applica anche nella cosmesi per il potere gelificante, nelle migliori creme al mondo per il viso e corpo. A cosa servono questi granelli definiti “carati”, oltre a misurare nel passato i diamanti? Da essi si estraggono additivi E410 (seppur catalogati “E – numbers”, sono interamente naturali e lasciano il prodotto super pulito e sostenibile, a differenza dei concorrenti stranieri: nulla di chimico in un processo termomeccanico), a firma “Seedgum” che preservano lo stato idoneo alla distribuzione delle vivande, evitando shock termici (per es. la comparsa d’acqua nel formaggio o cristalli di ghiaccio nei gelati). Il fatto vantaggioso per questo impero commerciale è che l‘aumento della domanda di “locust bean gam” per le sue proprietà benefiche (in base all’aumento di intolleranze o scelte di etica alimentare, da notare Vegani ed Ambientalisti) ha determinato un’impennata del fatturato perché la materia prima è sempre quella mentre i prezzi sono saliti. I produttori hanno rivalutato le loro strategie per prendersi cura di queste colture autoctone, anche con delle nuove semine. 

“Lbg Sicilia” ha cambiato lo scenario ed è il futuro del carrubo in questa parte di Universo. Per dare un’idea: cinque anni fa le carrube costavano 30 centesimi di euro al chilo, tre anni fa 50 centesimi, adesso 2 euro. Si deve considerare che l’albero carrubo non genera subito frutti. Ci vogliono 10 – 15 anni per avere effetti consistenti: una pianta decennale può dare 50 chili di carrube. 

L’attrazione verso la propria Isola ha giocato un ruolo chiave per l’Amministratore Licitra che è stato acclamato “Cavaliere della Repubblica” nel 2018 dal Presidente Sergio Mattarella. Il suo “tempio” non si è fatto scoraggiare dal Covid – 19 e ha pensato alla espansione pre -pandemia, raddoppiando la superficie dell’impianto che è di 50mila metri quadrati in quel di Ragusa. I nuovi spazi saranno funzionanti a breve e dedicati alla trasformazione e ai magazzini dei prodotti. Quindi in un periodo di apparente immobilismo, il “Lancillotto Ibleo” ha insistito sul suo piano con investimenti importanti e una felice risposta sugli introiti, con un team motivato di lavoratori per ricerca e sviluppo quasi tutti siciliani, come anche per la manodopera (una cinquantina in totale) e tecnologie più ingegnose, registrando questo primato su scala globale (2° posto fino al 2019).

Conferimento Cavaliere Lavoro Licitra con Mattarella e Di Maio

Con la sua rilevante esperienza in marketing per cinque anni in una multinazionale – la Ford Europa tra l’Inghilterra e l’Italia, Licitra ha proiettato la sua specializzazione in Direzione aziendale (dopo l’iter universitario in Economia e Commercio) verso la sua opera innovativa. Il progettista sognatore che ripudiava la rigidità burocratica si è agganciato, al calar degli anni Novanta, al mestiere di suo padre che vendeva carrube all’ingrosso, senza poter contare su una coltivazione sterminata. Il manager si è posto l’obiettivo di non paralizzarsi in Sicilia: così, si procaccia la materia prima anche in Grecia, Spagna, Portogallo e Marocco e trasferisce il prodotto in oltre 90 Paesi (fino al 2019, erano 80). “Lbg Sicilia” non è una realtà agricola ma è una catena di montaggio industriale, edificata con filosofia “green” e pannelli fotovoltaici, per convertire i frutti del carrubo. A Ragusa, ricorre a 35 ettari di terreno con 5mila alberi, piantati nel 1998 (in via sperimentale) e rinnestati nel 2008 perché esistono centinaia di cultivar da millenni, che coprono la produzione italiana e un decimo di quella complessiva. Il volume annuo della Lbg è pari a 3mila tonnellate di farina di semi di carruba, introdotte in basse percentuali. 

Licitra ha esteso, da nove anni, i compiti dell’impresa sul mercato con ulteriori miscele di ingredienti stabilizzanti che hanno il brand “Solmix” e vengono fabbricate su prenotazione delle industrie alimentari. Insieme alla farina di semi di carruba, ci sono sostanze trattate diversamente che vengono solo acquistate e “shakerate” dall’azienda ragusana. “Sir Lancillotto di Ragusa” ha un figlio che collabora negli affari. La sua azione può essere d’impulso per altri investitori in campo agricolo.          

“Lbg Sicilia” non produce le caramelle “a’ carruba” bensì fornisce clienti popolari e quelli piccoli locali con la farina di semi dal colore bianco puro che va distinta dalla “carrubina” ovvero la polpa frantumata di carruba di colore scuro – marroncino. Il resto del frutto viene riutilizzato nell’ambito “Food”, soprattutto nei mangimi per gli allevamenti “presi in prestito” da quelli dei nonni ma anche nel “Pet Food” cioè cibo per animali domestici. Non c’è scarto che non venga riciclato dalla singola carruba fino al 99,85% di impiego mentre il 10% è solo per i semi. Negli standard nutrizionali, tali semi sostituiscono il cacao. Ma anche il frutto carruba, ricco di fibre e polifenoli, è un punto di forza nella provincia di Ragusa perché si ricava da alberi secolari che non hanno bisogno di pesticidi e, oltre a dimostrarsi salutare per gola e voce, è valido per bloccare allergie ed osteoporosi, abbassare il colesterolo e liberare la sazietà nelle diete dimagranti.  

Curiosità mondiali: in base ad una classifica dell’Onu, l’Italia è seconda in Europa solo alla Spagna per la produzione di carrube ed è seguita dal Portogallo; queste nazioni vengono precedute dalla Turchia. Altri Paesi con ingenti percentuali di coltivazione sono Cipro, Grecia, Malta e Marocco. Numerosi riferimenti sul carrubo scivolano persino nei versi della Bibbia mentre per il Ramadan che è il mese sacro per i musulmani, durante il digiuno, viene concesso di bere il succo di carruba, oltre all’acqua, al karkadè (estratto dai fiori di ibisco), al succo di tamarindo e ad un bevanda a base di latte e datteri.       

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