Il Cerasuolo nel dna di Casa Grazia

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Ecco la nostra intervista a Tonino Guzzo, agrigentino, enologo di fama internazionale, che dal 2014 ha avviato un progetto di riconversione dei vigneti per l’azienda Casa Grazia.

Tonino, ci parli del progetto vini di Casa Grazia? 

“Il mio rapporto con Casa Grazia nasce nel 2014, quindi già avevano una loro linea. Da allora abbiamo individuato il focus nella zona di Vittoria, dove loro nascono. Abbiamo puntato come dna dell’azienda sui vini Cerasuolo, quindi sui vitigni Frappato e Nero d’Avola, ma non abbiamo trascurato di lavorare sul Grillo e il Moscato, vigneto di nuova acquisizione dell’azienda”. 

L’importanza del territorio dove si trovano i vigneti di Casa Grazia? 

“Ci troviamo nella Riserva del Lago Biviere, un lago salato, un territorio che risulta particolarmente vocato per le varietà che coltiviamo, il Frappato in particolare, ma anche il Grillo, in questa zona ha avuto un ottimo successo. I vini prodotti sono moderni, fruttati, con una buona acidità, vini che esprimono in pieno la sicilianità, questa potenzialità che hanno già da giovani e non disdegnano la possibilità anche di affinare”. 

Lei ha puntato anche sui bianchi, Grillo e Moscato, è stata una scommessa? 

“Le vigne le ho trovate, inoltre l’azienda è riuscita ad accorpare 250 ettari e acquisire vigneti di Moscato ed io ho iniziato a lavorarci. L’azienda, del resto, era già sul mercato dal 2005, mentre io sono arrivato nove anni dopo per avviare un progetto di riconversione per puntare sulle varietà autoctone”. 

Già sono in circolazione i vini della vendemmia 2020, secondo lei quali caratteristiche hanno in più o in meno, rispetto all’anno precedente? 

“Il Frappato ha confermato la qualità, noi lo commercializziamo subito, ma ho notato che nell’anno successivo ha una buona evoluzione. I bianchi sono freschi e con una buona acidità naturale per il grande lavoro che facciamo in vigna e il risultato è un buon corredo aromatico. Del resto, il Grillo è stato definito il Sauvignon del Mediterraneo. Qualche anno fa al Concorso mondiale di Bruxelles abbiamo inviato un bianco dell’annata precedente, ed è risultato il miglior bianco d’Italia”. 

È presto per parlare della vendemmia 2021 per Casa Grazia? 

“Direi che è presto. Finora la temperatura era stata fresca, adesso è virata su un caldo anomalo, vedremo come sarà a seguire”. 

La produzione complessiva? 

“Nelle ultime vendemmie ci siamo attestati sulle 70mila bottiglie circa”. 

Cosa c’è nel futuro dei vini di Casa Grazia? 

“Nel futuro prossimo c’è l’inaugurazione della nuova cantina dell’azienda. Sicuramente ci porterà a una crescita qualitativa ulteriore e presenteremo un nuovo Cerasuolo Classico, che mancava nella lista dei vini di Casa Grazia. Abbiamo fatto un leggero affinamento in legno e stiamo imbottigliando proprio in questi giorni”.

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