Geraci-Nicosia, che accoppiata! Nouvelle vague e vini premiati.

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Era il 2016 quando le Cantine Nicosia, punto di riferimento enologico del vulcano Etna, lanciavano l’idea, divenuta subito realtà, di raccontare il gusto della cucina siciliana ma con un protagonista che fosse sempre al “centro” degli incontri gastronomici, anzi enogastronomici: il vino! Questo elemento essenziale della terra, questo dono impareggiabile che l’uomo riesce a trasformare dalla vite in bevanda di vita, ha così preso ulteriore e nobile forma negli appuntamenti denominati, appunto, “Il gusto si racconta”

Inizialmente, come ha raccontato Graziano Nicosia, quinta generazione di una famiglia che ha fatto del vino il suo motivo di vita, con tanta passione ed altrettanta competenza, furono coinvolti soltanto gli chef stellati siciliani, nomi già noti a livello nazionale e, perché no, anche internazionale. Ad oggi, invece, tanti altri bravi e preparati professionisti della cucina isolana hanno trovato modo di esprimersi in tale contesto, come avvenuto lo scorso 1 dicembre, quando nella Cantina Osteria di Trecastagni, nel cuore del vulcano Etna, ad esprimere ai fornelli la nouvelle vague delle sue ricette, con il garbo e l’entusiasmo che lo contraddistinguono, è stato lo chef messinese Giuseppe Geraci, che ha lavorato spalla a spalla con il resident chef della cantina etnea, Angelo Cinquerughe, preceduto come sempre dalla sua carriera di lungo corso e da un’altrettanta spiccata professionalità. 

“Sin dall’inizio – ha detto Graziano Nicosia a Sicilia da Gustare – abbiamo avuto l’ambizione di raccontare il gusto delle specialità siciliane, unendo la nostra produzione di vini abbinata alla cucina dei migliori chef siciliani. Un racconto iniziato, come ricordato, nel 2016 con gli stellati, per poi passare a un gioco più sottile, magari condito da giovani cuochi con una visione diversa e forse anche più innovativa della Sicilia. Puntiamo da anni su una ristorazione di qualità – ha continuato Graziano – e qui la parola d’ordine è che sia il vino a guidare il menu e non il contrario. Per questo, inviamo sempre i vini prima agli chef, per poi far loro preparare un piatto che sia meglio abbinato”.

Così, durante la cena dell’1 dicembre, la caratteristica enologica che si è unita ai piatti di Geraci è stata la degustazione di tutti quei vini Nicosia premiati dalle Guide con i Tre Bicchieri di Gambero Rosso, le quattro viti di Vitae dell’AIS ed i quattro grappoli di Bibenda di FIS. Etichette prestigiose che hanno esaltato ancor più le ricette dello chef del ristorante Modì di Torregrotta, classe 1989, un Giuseppe Geraci in piena forma, appassionato centauro nella vita e spericolato esaltatore di sapori sul lavoro. Ne è venuto fuori un incontro gradevole, a tratti delicato, come per il Baccalà mantecato, a tratti più audace, come per il Maialino con sorbetto al fico d’India.  

Il “benvenuto dell’osteria”, così come il dessert, è stato affidato al resident chef Cinquerughe, con una Panzanella rivisitata all’eoliana, mentre il dolce ha visto protagonista un Cremoso al fico d’India

Giuseppe Geraci, dal canto suo, ha aperto le danze dei piatti con Poisson fumé, alghe di mare, chips di legumi, porcino e infuso di aghi di pino e poi Alici, pomodoro e “pani caliatu”. Il primo ha avuto il volto di una Pappardella ripiena di coniglio, sugo alla cacciatora e caciocavallo ragusano. Poi, ecco la delicatezza a cui accennavamo, con quel tuffo in mare col Baccalà mantecato, cavolfiore e limone. E di nuovo terra, e che terra, con Omaggio all’Etna: maialino, sorbetto al fico d’India, castagne e cioccolato

Ma i grandi protagonisti, lo scrivevamo, sono stati assolutamente e nobilmente anche i vini. Ecco quelli in abbinamento ai piatti: Sosta Tre Santi Carricante Brut Metodo Classico 2018; Sosta Tre Santi Etna Brut Metodo Classico 2017; Vulkà Etna Rosato 2020; Tenute Nicosia Monte San Nicolò Etna Rosso 2018; Tenute Nicosia Monte Gorna Etna Rosso Biologico 2018; Balanubi Malvasia Liquoroso. Ed altrettanto grandi protagoniste sono state le etichette in degustazione al banco d’assaggio, quelle premiate dalle Guide: Lenza di Munti 720 slm Etna Rosso (Tre Bicchieri Gambero Rosso 2022); Tenute Nicosia Monte Gorna Riserva Etna Rosso “Vecchie Viti” (Quattro Viti AIS 2022); Sosta Tre Santi Etna Brut Rosato Metodo Classico (Quattro Grappoli Bibenda 2022); Sosta Tre Santi Etna Brut Bianco Metodo Classico; Sosta Tre Santi Carricante Brut Bianco Metodo Classico.  

Dove vuole arrivare Nicosia, abbiamo chiesto, infine, al patron Graziano. “Abbiamo acquistato altri ettari da poco – ci ha risposto, con la calma e la sicurezza di chi sa qual è la rotta da seguire. – La mia famiglia enoicamente ed enologicamente è nata sull’Etna, ma già da 25 anni investiamo anche in altri territori, come a Vittoria, nel ragusano, con circa 60 ettari di vigneto. L’anno scorso, poi, la grande novità del nostro arrivo su Noto, nel siracusano, terra di grandi rossi e del moscato. Abbiamo acquistato 18 ettari di vigneto, dove erano già impiantati 7 ettari di nero d’Avola e 2 ettari di syrah e dove andremo a impiantare nuovi ettari di moscato di Noto”. 

Eccoli, dunque, i numeri e i progetti di una cantina in continua crescita, che anche giorno 1 ha dimostrato, ancora una volta, di possedere una voce in capitolo autorevole sul fronte del gusto, quel gusto che… si racconta nobilmente tra un territorio siciliano e l’altro.

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