Donnafugata Music &Wine vini da bere e da… ascoltare! Due concerti per presentare il nuovo album

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Blue Note di Milano

“…Vino,/ stellato figlio/ della terra, / vino, liscio/  come una spada d’oro, / morbido/ come un disordinato velluto…”

Pablo Neruda

C’è anche l’omaggio al grande poeta cileno Pablo Neruda con la lettura della sua “Ode al vino”,  nell’album “Donnafugata Music &Wine – Rebirth”, che sarà presentato l’1 ed il 2 aprile  con due concerti al Real Teatro Santa Cecilia  a Palermo, alle ore 19. 

Ritorna a “graffiare” sul palco la voce di Josè Rallo, Ceo di Donnafugata, azienda leader nel mondo dell’enologia dell’Isola, che affida al jazz ed alla musica brasiliana, il desiderio dirompente di “rinascita”, con il terzo album registrato durante la pandemia con alcuni maestri del Brass Group. 

Due linguaggi universali, il vino e la musica, per un solo progetto, perché per Josè Rallo, volto e voce dell’azienda della “Donna in fuga” creata dai genitori Giacomo e Gabriella e che lei guida insieme al fratello Antonio, il ritmo della vita è la musica del vino. L’alchimia si rinnova. “La dolcezza del Ben Ryè, il nostro Passito DOC di Pantelleria mi fa pensare all’abbinamento in musica con il Samba e amor di Chico Buarque e Caetano  Veloso – spiega l’AD di Donnafugata -. E invece non può che essere il Mille e una Notte quel vino come un disordinato velluto di cui scrive Neruda”.

Donnafugata M&W Mille e una Notte
Donnafugata M&W Mille e una Notte

Undici le canzoni contenute nel nuovo album, di cui due composizioni musicali, sulle cui note Josè Rallo leggerà dei brani. Uno “Rose” eseguito al pianoforte da Diego Spitaleri, è un omaggio, in versione jazz, ad un’antica canzone siciliana di Rosa Balistreri, dove Josè propone un brano tratto dal “Gattopardo” dedicato all’amore tra Angelica e Tancredi. 

L’altro è il “Rebirth”, che dà il nome all’album, eseguito da Fabio Lannino con la voce di Josè che legge “Ode al vino”, la massima espressione d’amore per il buon bere. 

A pochi giorni dal debutto, è ansiosa. Ma poi sul palco, così come è successo nei concerti che ha tenuto con la sua band dal famoso Blue Note, tempio mondiale della musica jazz a Manhattan a New York all’ultimo prima del lockdown ai piedi dell’Acropoli di Atene, nel 2019, si trasforma in un animale da palcoscenico.

Disinvolta, cattura l’attenzione del pubblico “che guardo negli occhi – dice – così come quando presento i miei vini, perché riesco a superare la mia ansia per quel pubblico che è venuto lì ad ascoltarmi. Di colpo, ritrovo la mia spontaneità, mi lascio andare a quella leggerezza che è nelle sonorità della musica brasiliana che porta nelle nostre vite una spruzzata d’allegria. Ed oggi più di prima – sottolinea – abbiamo bisogno di riprenderci la nostra vita e di accompagnarla con gioia”. 

Cover Rebirth Donnafugata Music&Wine with the Brass Group (2022)
Cover Rebirth – Donnafugata Music&Wine with the Brass Group (2022)

Già la copertina dell’album “Donnafugata Music &Wine – Rebirth” con i fiori colorati è un inno ad una nuova primavera di vita così come il titolo che è un imperativo categorico a non mollare. La musica l’ha aiutata a “resistere” durante il lockdown. 

“Era il 2020 quando con mio marito Vincenzo – racconta – ci siamo chiesti cosa potessimo fare per non soccombere al senso d’inquietudine e di scoraggiamento. Da quando ci conosciamo, la musica è stata da sempre, insieme al vino ed ai figli, il nostro collante. Abbiamo ripreso in mano il nostro repertorio e appena è stato possibile abbiamo chiamato i nostri amici musicisti del Brass Group con cui da anni collaboriamo ed in pochi giorni abbiamo registrato l’album”.  

Con Diego Spitaleri (pianoforte) e Fabio Lannino (contrabbasso, basso elettrico e chitarra) che curano anche la direzione musicale del progetto, Sebastiano Alioto (batteria) e Vito Giordano (flicorno). Completano il cast i musicisti Ermanno Nuzzo alla chitarra, Vincenzo Toscano al violoncello e Vincenzo Favara alle percussioni. Ed è proprio lui, il marito di Josè, ad averla convinta nel 2002 ad esibirsi in pubblico e a cantare quelle canzoni che lei cantava per diletto in macchina o a casa. “In realtà – confessa Josè – canto da sempre fin da quando ero bambina, lo facevo anche nel coro della chiesa la domenica. Ma poi quando mi sono trasferita a studiare a Pisa, sono entrata nella Corale e lì fu una folgorazione perché imparai ad accordare la mia voce insieme a quella degli altri. Era impensabile che potessi fare la solista”. E invece, grazie alla spinta di Vincenzo e alla possibilità di coniugare la passione del vino con quella del soul, studia canto per due anni. “Così da sentirmi più sicura – dice ridendo – ed inserisco quello che io chiamo il mio pilota automatico. Non sono una cantante professionista, né ho seguito la strada del virtuosismo in musica ma ogni volta mi lascio inspirare dal vino associando un’etichetta ad un brano che interpreto, così da regalare a chi mi ascolta emozione su emozione”.  

Il progetto “Donnafugata Music & Wine” fin dal suo esordio è legato alla solidarietà. “Acquistando l’ascolto sulle piattaforme Spotify e iTunes – spiega – i proventi serviranno a finanziare le borse di studio per gli studenti del Brass Group”. 

Contesa Dei Venti
Contesa Dei Venti

La primavera 2022 è una tappa importante per la ripresa del vino italiano. Il Vinitaly, dopo due anni, ritorna a svolgersi nel suo periodo migliore e Donnafugata sarà presente a Verona con alcune importanti novità: uno spazio dedicato alla collezione nata  dalla collaborazione con Dolce & Gabbana e il debutto di due nuove etichette: la prima è il  “Contesa  dei Venti”, Nero D’Avola prodotto nel territorio di Vittoria, una piccola produzione di pregio che si affianca al Floramundi Cerasuolo di Vittoria Docg ed al Bell’Assai Frappato di Vittoria Doc. Top secret, il nome dell’altra new entry.  Si sa soltanto che si tratta di un bianco nato nelle vigne storiche dell’azienda a Contessa Entellina, a pochi chilometri da Palermo. “Degustandolo – suggerisce Josè – mi ha fatto pensare all’ Infinito di Leopardi”.

  • Rosaria Favata
    28/03/2022 alle 17:00

    Bellissimo articolo, emozionante leggere questo connubio tra l’arte della musica e l’arte del vino, nonché il riferimento ai versi di Neruda. Complimenti a Giusi Messina autrice dell’articolo e spero di sentire la voce di José Rallo al Teatro Santa Cecilia.

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