Coro di protesta degli imprenditori Ho.Re.Ca di Ragusa | Sicilia da Gustare
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Coro di protesta degli imprenditori Ho.Re.Ca. di Ragusa

by Redazione
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Il coro di proteste monta da tutti gli angoli d’Italia e, fra i più tempestivi ed organizzati, ecco distinguersi le voci degli imprenditori Ho.Re.Ca., comparto in grande agitazione a causa della stagione turistica praticamente compromessa, che si organizzano in movimenti locali che possano interpretare i bisogni e le esigenze della categoria.

A Ragusa è nato su Whatsapp un gruppo di protesta che ha per portavoce Amedeo Monopoli, sommelier AIS professionista, proprietario dell’enoteca Rewine di Modica, che guida insieme a  Massimiliano Barone, consulente aziendale ed imprenditore – Well Done Chef – Pizzuta ProChef di Modica – e allo Chef Luca Cannizzaro de La Sirenetta ristorante di Modica, un direttivo di circa 100 operatori della ristorazione professionale, tutti protagonisti dell’imprenditoria enogastronomica e della ricettività turistica della provincia di Ragusa. Il comitato spontaneo di operatori del canale Ho.Re.Ca. della provincia iblea cresce vertiginosamente con il passare delle ore e raccoglie le adesioni di quanti vivono questi giorni preoccupati dall’incognita delle conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso, che porta con sé uno strascico di problemi che bisogna urgentemente affrontare. Il gruppo spontaneo ha riflettuto sulle contingenze del momento, esprimendo le due domande che chiedono risposte da parte di tutti gli Enti, sia Locali che Regionali e del Governo centrale, di politici e associazioni di categoria: la prima di ordine sanitario e di salute pubblica, con la richiesta esplicita agli enti preposti di farsi totalmente carico delle responsabilità di salute pubblica disponendo i necessari controlli e la fornitura dei dispositivi di protezione; il secondo interrogativo riguarda il piano economico: serve una forte immissione di liquidità ed una cancellazione della tassazione a tutti i livelli possibili e sostenibili nella finanza pubblica locale e di Governo centrale.

Siamo seriamente preoccupati, perché crediamo che se non si farà qualcosa di concreto stavolta potrebbe essere reale una vera e propria ecatombe di questo settore, che vede tante famiglie vivere di questo lavoro. Siamo disposti al sacrificio, a reinventarci, al rispetto delle regole, purché queste siano chiare e supportate da aiuti concreti. La nostra più grande paura è quella che riaprendo, se ci dovesse essere una ricaduta, con gli aiuti al momento previsti non arriveremo a settembre e molti nemmeno a giugno – sottolinea Amedeo Monopoli, portavoce della protesta. – Un aspetto a mio avviso inquietante e che sta emergendo in queste ultime ore, da discussioni nel gruppo, è che paradossalmente più si avvicina la data di uscita dalla quarantena, più aumentano le preoccupazioni e la domanda che forse non è il momento e forse l’Italia ancora non è realmente pronta ad affrontare la seconda fase“.

Una riflessione amara, che mette Ragusa e la sua splendida provincia al centro di un dibattito che deve trovare soluzioni concrete adesso, per il bene di ogni famiglia ma anche della collettività.“Non vedo l’ora di poter brindare davanti ad un ottimo calice di vino alla libertà e alla fine di tutto, – conclude Monopoli – ma lo vorrò fare solo quando ogni singolo italiano lo potrà fare insieme a me con il sorriso, affermando tutti insieme che ce l’abbiamo fatta”.

Le parole di Carmelo Pagano

Ad esprimersi è anche il nostro editore, Carmelo Pagano: “Inizio con l’augurio di Amedeo: ‘un brindisi tutti insieme per dire che ce l’abbiamo fatta’. Questo è quello che speriamo tutti in questo momento di incertezza e di dubbi, è l’auspicio di chi ha voglia di tornare alla normalità. Le previsioni le lasciamo agli esperti. Qui vogliamo solo dare voce a chi in questo momento sente addosso il peso di una drammatica situazione economica. Noi, per nostra natura, abbiamo sempre raccontato il bello della nostra Sicilia enogastronomica, la nostra cultura, le nostre tradizioni, l’arte dell’accoglienza, il nostro modo di raccontare il territorio attraverso la tavola, i prodotti, gli ingredienti. Adesso raccogliamo una voce di richiesta, di aiuto dagli attori che hanno da sempre recitato su questo palcoscenico. Sono tanti, vanno ascoltati e noi saremo qui a sostenerli con ogni mostro mezzo, per comunicare al mondo le cose straordinarie che fanno. Resto ottimista, se saremo pronti a percepire  e a gestire il cambiamento che ci sarà, caro Amedeo, lo dico a te per dirlo a tutti, ce la faremo e uniti domani brinderemo alla nostra  di rinascita”.

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