Civico 25: il ristorante siracusano che vale un viaggio gastronomico!

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Civico 25 Siracusa chef insieme al ristorante

Il ristorante è a pochi passi dall’ingresso di Ortigia. Il respiro dell’arte barocca, il cuore marmoreo di opere d’arte e chiese e palazzi storici, giunge leggero, come un vento gradevole. Ma Siracusa è già bella anche così, nell’isola non ancora isola, anche senza oltrepassare i ponti che conducono a quello scrigno di bellezza conosciuto nel mondo. 

È qui, alle porte della bellezza, che opera questo locale, Civico 25. Un nome semplice, per una cucina tanto emozionante, condotta con la maestria di un saggio dal giovane Chef Vincenzo Di Falco. È già nella nostra Guida Sicilia da Gustare, segnalato e introdotto per l’alta professionalità dimostrata. Ed era da un po’ che volevamo farvi una nuova tappa gastronomica, una sosta gradevole che potesse esulare da qualsiasi giudizio. Così, solo per il gusto di deliziare i nostri palati. E l’occasione si è presentata nelle scorse sere, a ridosso dei rossi di calendario, con il profumo del Natale che aveva già invaso le nostre vie e piazze siciliane, ma soprattutto i nostri cuori e le nostre speranze. 

Una cena a 4 mani non sempre è cosa semplice! Occorre molta complicità tra gli Chef che si mettono in gioco. Se non una lunga amicizia, occorre comunque conoscere lo stile di entrambi, le proprie intenzioni, ai fornelli e nella vita… che il novanta per cento delle volte per gli Chef sono cose che coincidono! Per Vincenzo Di Falco, però, il compito si è forse facilitato nel momento in cui lo Chef che lo ha accompagnato negli assoli e negli abbinamenti si è rivelato essere l’esperto e molto apprezzato Luca Miuccio, executive dell’Hotel San Pietro di Taormina. Come dire: si gioca con un attaccante di punta, il gol è quasi scontato!

La serata ha avuto come ulteriori piacevoli compagni di viaggio i vini di Tenuta Valle delle Ferle, con tanto di presentazione in sala dei titolari, gli ingegneri prestati all’enologia Andrea Annino e Claudia Sciacca, custodi, prima ancora che produttori, di un vero e proprio “magazzino delle emozioni” che è la loro splendida cantina a Caltagirone; e l’olio di Terraliva, anche questo presentato nelle sue varie “tonalità” di cultivar: Tonda Iblea, Biancolilla, Nocellara dell’Etna. 

Sono stati proprio gli oli, serviti con una Pagnotta di pane nero ai 7 cereali e un Frappato DOC 2018 ad aprire il servizio, con amuse bouche Pistacchio, carota e finger lime, Arancino finocchietto, uvetta, alici e caprino e Porcino & salicornia.  

Un divertissement a inizio serata, che però non ha svelato subito il percorso voluto dai due Chef. Primo cambio, invece, dell’etichetta, con l’ingresso del Frappato DOC 2016, che annunciava l’antipasto: Cavolfiore maturato, tartare equino, aglio nero fermato. Un concentrato di gusti delicati, che assemblavano morbidezza e accenno di intensità. Un gioco di esperienza, insomma, come quando all’opera a teatro l’orchestra accenna soltanto all’aria principale, che presto terra testa all’intera rappresentazione. 

Ancora cambio, con il sommelier, per servire Cerasuolo di Vittoria DOCG 2018, che verrà poi servito anche nelle annate 2017 e 2016, e via con il primo: Tortello con stracotto di manzo, crema di patate e topinambur affumicata, ricotta al finocchietto e crema di Lodi. Un piatto molto apprezzato dai commensali, che ha fatto riflettere su quale sarebbe stata la seconda portata in grado di tenergli testa. Ma il Brasato di guancia al nero d’Avola e sinapa ripassata non ha affatto sofferto di complessi d’inferiorità, tutt’altro! Ha innalzato ulteriormente, invece, l’asticella di apprezzamento e, soprattutto, il livello di abbinamenti vino-olio studiati per la serata. 

Dopo qualche fugace ingresso in sala dei due Chef per presentare le varie portate e le brigate, il dietro le quinte ha visto infine la preparazione di altre due prelibatezze: il pre-dessert, costituito da un gradevole Cappuccino a modo nostro, carota, spuma di limone e cannella, e da un dessert che avevamo già avuto modo di gradire al San Pietro e in cui lo Chef Miuccio si rivela molto abile: Sfera al pomodoro al cioccolato bianco con cappero, basilico e biancolilla Terraliva, su cui Valle delle Ferle ci ha fatto gradire un Rosso Passito IGT Terre Siciliane, uscito rarissimo e per l’occasione dalla cantina. 

La prima parola che potremmo usare per concludere il racconto di questa serata è: consapevolezza! Ce n’è tanta tra i nostri Chef siciliani, ce n’è tanta in giovani abili come Vincenzo Di Falco e Luca Miuccio. Muoversi tra le incertezze contemporanee non è affatto semplice e trovare, dunque, professionisti consapevoli come loro, consci di quelle che sono le materie prime, soprattutto dell’isola, e di come usarle al meglio in cucina, non è cosa da poco. Il ristorante Civico 25 vale il viaggio, da qualunque latitudine della Sicilia si parta, così come vale sempre incontrare sul nostro percorso gastronomico un cuoco come Luca Miuccio. E lo scriviamo con “consapevolezza”! 

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