Catania: pinse mediterranee nel menù di Officina 51

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su pinterest
Condividi su linkedin
Condividi su email
Catania: pinse mediterranee nel menù di Officina 51 | Sicilia da Gustare

La Sicilia è stata sempre pronta ad accogliere nuove culture, nuove usanze, nuovi costumi, a volte imposti, altre volte di sua spontanea volontà. Ciò è avvenuto nei secoli anche nella sua tradizione gastronomica, che nasce proprio da innumerevoli contaminazioni, che ne hanno fatto il crocevia stesso del Mediterraneo. 

Questa contaminazione, e questo spirito di aprirsi a nuovi usi e di accogliere, prosegue ancora adesso. Basti vedere l’interesse con cui la città di Catania, ad esempio, è pronta a scoprire sapori che non fanno certo parte delle sue tradizioni. È successo anche qualche sera fa, lo scorso 10 dicembre, quando Officina 51, La Pinseria Mediterranea della famiglia Russo, ha presentato il nuovo menù dedicato alle pinse, con ingredienti e materie prime appunto ispirati alla tradizione mediterranea, nonostante la pinsa sia una preparazione tipicamente laziale.  

Il Mediterraneo anche a tavola, dunque, sembra continuare ad essere la chiave di tutto. Un Mediterraneo con chiari segni regionali e che spazia nell’utilizzo attento e sapiente di prodotti come la robiola di capra girgentana in foglia di fico, il cosacavaddu ragusano fresco, la cicoria, le olive, il pistacchio, i salumi etnei.

A raccontare cosa sia la pinsa e come viene preparata da Officina 51, il titolare e maestro pinsaiolo, Sathya Russo, che ha intrattenuto gli ospiti con un breve cooking show, partendo dalla ricetta “Ficu”, la pinsa selezionata dalla rivista Gambero Rosso nel 2019 che ha permesso a Officina 51 di essere segnalata tra le 12 migliori Pinserie del mondo. Giovane maestro, appena 24 anni, Sathya si avvicina al mondo della pizza mentre frequenta l’ultimo anno di liceo. A 19 anni il primo corso di formazione gli consente di acquisire competenze e tecnica, a questo ne seguiranno molti altri fino al perfezionamento, che lo porta in prima linea a fare esperienze in giro per la sua Catania. Trasferitosi a Londra, lavora per una importante catena di ristoranti gestita da inglesi, da cui trae ispirazione soprattutto a livello organizzativo. L’attività di Officina 51 esiste da quasi tre anni ed oggi è in grado di presentare ai catanesi una pinsa con materie prime eccellenti, derivate da prodotti artigianali del territorio nel rispetto dei cicli naturali.

Le Pinse Mediterranee degustate durante la serata sono state:

Ficu: cicoria di campo stracotti di maialino nero dei nebrodi, pomodorino semiserio siciliano, robiola di capra girgentana in foglia di fico, cosacavaddu ragusano fresco, riduzione di vino siciliano

Paesana al Miele: mozzarella fiordilatte, cosacavaddu ragusano fresco, pesto di noci, miele, cipolletta fresca, noci, pepe nero, olio evo.

Cosacavaddu: pomodoro, cicoria saltata, cosacavaddu ragusano fresco, olive nere, olio evo.

Cotto e Pistacchio: mozzarella di bufala campana Dop, cotto alla brace, provola artigianale affumicata, robiola di capra siciliana, pesto di pistacchio di Bronte DOP, granella di Pistacchio.

Sasizza e Sinapi: mozzarella fiordilatte, sinapi selvatiche, salsiccia di maialino nero dei nebrodi, cosacavaddu ragusano fresco, olive nere, olio evo.

Un evento reso possibile anche grazie all’intervento di Giuseppe Indorato, maestro salumiere etneo che con il suo marchio Nero Maialino di Adrano (CT) etichetta salumi artigianali di qualità. Una tradizione di famiglia per Indorato, che ha spiegato il valore della filiera corta e di come la selezione dei capi sia il punto di partenza per ottenere un affettato dalle caratteristiche organolettiche uniche. 

Così come all’eccellenza hanno puntato i soci de La Valigia di Bacco, che ha curato l’abbinamento con i vini. Le 5 etichette scelte da Giuseppe Murò e raccontate da Emanuele Mazzoleni hanno attraversato la Sicilia da est ad ovest, in un viaggio alla riscoperta dei vitigni autoctoni e delle loro espressioni. Un abbinamento certo non facile, hanno spiegato, cercando di valorizzare al meglio gli ingredienti delle pinse, senza che i sapori si sovrapponessero. 

I vini “umani” selezionati da La Valigia di Bacco sono stati:

– Ficu: Inzolia di Biscaris

– Paesana al miele: Etna bianco di Barone di Villagrande

– Cosacavaddu: Ariddu Grillo di Valdibella

– Cotto e Pistacchio: Catarratto di Bosco Falconeria– Sasizza e Sinapi: Etna Rosso di Barone di Villagrande

mood_bad
  • Non ci sono commenti.
  • Lascia un commento

    Potresti essere interessato a