Casa Grazia, nel dna vini di qualità

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Degustazione d’eccezione con le nuove annate dei vini Casa Grazia nella splendida cornice del Circolo Velico di Sferracavallo (PA). Presenti la titolare dell’azienda, Maria Grazia Di Francesco, e l’enologo, Tonino Guzzo.

Quattro vini presentati, il 2020 per le bollicine rosè di Frappato, il Grillo e il Moscato Bianco e infine il Frappato 2019, già di per sé sufficienti a dare l’idea della vocazione di un territorio ove nasce il progetto aziendale di Casa Grazia. I vigneti dell’azienda si trovano nella Sicilia centro orientale, nella Riserva Naturale Orientata del Lago Biviere di Gela (CL), un lago salato, un luogo incantevole, un territorio che risulta particolarmente vocato per le varietà autoctone come Frappato, Nero d’Avola e Grillo. In questo spazio senza tempo, la tradizione contadina di Casa Grazia affonda le radici nei primi anni del ‘900 e prosegue con la produzione delle uve sin dagli anni ’80. Nel 2005 la svolta. L’amore per la propria terra di Maria Grazia e del marito, la voglia di mostrare la bellezza dei luoghi, dànno vita al progetto aziendale di Casa Grazia con la chiusura della filiera e l’imbottigliamento del primo vino. Una nuova e appassionante avventura che negli anni si è consolidata nella ricerca costante di migliorarsi. Nel 2014 un ulteriore salto con l’avvio di un rapporto di collaborazione con l’enologo Tonino Guzzo, uno degli artefici della rinascita del vino siciliano, capace di esaltare i singoli territori, offrendo vini dalle caratteristiche uniche. Oggi, grazie al rinnovamento di Tonino Guzzo sostenuto da Maria Grazia di Francesco, l’azienda Casa Grazia produce otto etichette e in cantiere c’è un Cerasuolo Classico e un metodo classico che nasceranno nella nuova cantina già attiva. 

I vini degustati si sono distinti per il grande carattere e l’eleganza. Il Metodo Charmat “Euphorya” da uve Frappato si distingue per un perlage persistente e i profumi che conquistano naso e palato; il Grillo “Zahara” conferma una gran piacevolezza di beva; il Moscato Bianco “Adorè” molto apprezzato per i suoi profumi equilibrati e, infine, il Frappato “Laetitya” ’19 conquista per le note speziate che esprime. Dallo scorso anno l’azienda è in certificazione Bio grazie all’impegno profuso verso la crescita qualitativa e la sostenibilità del territorio.

Da Sferracavallo a Taormina, dalla Sicilia occidentale a quella orientale, dalle suggestive coste del palermitano a quelle inebrianti di fascino e di bellezza del messinese, piacevolmente costrette a contemplare l’Etna, Giardini Naxos e la “Perla dello Jonio”. È su una delle terrazze più belle di Taormina, infatti, quella del Grand Hotel Metropole, che si è consumata la seconda presentazione, con degustazioni, delle nuove annate dei bianchi di Casa Grazia, Grillo e Moscato, e le declinazioni del suo Frappato.

Accolti dall’eleganza del direttore del Metropole, Giuseppina Costantino, ospiti e titolare della cantina si sono intrattenuti con il piacevole racconto di una storia di vita contadina siciliana, che si è tradotta negli anni nell’avventura imprenditoriale di una donna tenace, che oggi battezza la propria cantina col fascino che la contraddistingue. Maria Grazia Di Francesco, questa volta accompagnata dai giornalisti e sommelier Luigi Salvo e Marcello Malta, ha ribadito il suo amore sconfinato per il territorio su cui l’azienda sorge, il grande rispetto che ella nutre, devotamente, per il lavoro enoico di Casa Grazia. E lo ha fatto nel modo più gradito ai commensali, con eleganti degustazioni, accompagnate calice dopo calice da intense e appassionanti spiegazioni. 

E ben presto in noi le suggestioni si sono trasformate in gradevoli conferme. La prima, che Maria Grazia sia riuscita finalmente ad attirare l’attenzione dei più su una zona altamente vocata per il vino ma che fino ad oggi è stata conosciuta per altro! La natura, il lago salato, la storia stessa dell’area sembrano ritrovarsi in quegli assaggi, in quei sentori, in quelle palpitazioni tra i sensi e i calici. 

Così, la seconda conferma è che la Di Francesco ci stia donando dei vini autorevoli ed eleganti, allo stesso tempo, oltre che originali nel contesto siciliano. Come per il Grillo “Zahara”, che a noi è parso assumere caratteristiche differenti rispetto al resto della produzione siciliana. Forse perché Maria Grazia accudisce la vigna come una madre amorevole? Ci piace pensarlo e ne avremmo anche le prove! Ed ecco, dunque, una ventata di zagara pronta ad avvolgerci, di gelsomino, con note erbacee aromatiche. In bocca si conferma un registro sapido ed una freschezza che concede grande abbinabilità. 

Il Moscato Bianco “Adorè” si è, invece, lasciato aspettare con pazienza, come un tenero e atteso amante. Già dal nome, che nasce dall’amore che Maria Grazia nutre per le dune del “suo” territorio. Albicocca candita e note speziate al naso preparano l’incontro con l’adorato compagno di assaggi, che al gusto conferma persistenza aromatica, unita questa volta a leggiadria.  Questo vino è stato insignito nel 2018 con la Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles, il più prestigioso concorso internazionale dei vini al mondo, per l’annata 2017. 

Il Metodo Charmat “Euphorya” da uve Frappato rivela il benessere psico-fisico che avvolge chi crede e lavora nell’azienda, a cominciare da Maria Grazia. Vinificato in rosé, mette in primo piano le note varietali del vitigno, con bollicine di grande finezza che contribuiscono alla facile beva. Fragoline di bosco e mirtillo donano piacevolezza al naso, che ritroviamo anche al gusto, assieme a note di salvia. Se lo si lascia riscaldare nel calice, si svelano anche note di bacche di ginepro e cannella. 

Il Frappato “Laetitya” 2019 anticipa, fine, qualche percezione di arancia, come nota agrumata. In bocca, servito fresco, ha un tannino smussato, più rotondo. 

di Antonio Iacona e Piero Rotolo

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