Casa Grazia: dove anche i numeri sanno di sapienza contadina

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Foto Copertina

Che anche lui faccia parte della “squadra-famiglia” di Casa Grazia ( Il territorio di “Casa Grazia”: una “riserva” di emozioni – Sicilia da Gustare ) lo capisci subito, non appena usa termini che poco c’entrano con l’economia e che molto guardano, invece, all’aspetto umano. Termini come “valore” (umano, appunto, prima ancora che monetario!), essenza, radici, presenza… 

Riccardo Vella ha sposato in pieno il progetto di Maria Grazia Brunetti e della sua cantina, posizionata in uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia, sulle sponde di quel lago salato della Riserva del Biviere che tanto fascino spande tutt’intorno. Vella lo ha fatto con le sue competenze, con quello per cui è portato e che ha messo al servizio della “squadra”, ricoprendo oggi il ruolo importante e delicato di responsabile amministrativo e finanziario.  

Riccardo Vella

Praticamente, detiene le chiavi dei libri contabili della cantina, deve fare in modo che i conti, quei freddi numeri corrispondano alla poesia che uve e vitigni spargono nel paesaggio, prima, e nelle bottiglie, dopo. E Vella lo fa con la cura amorevole che è tipica della titolare, la signora Maria Grazia che riesce a conquistare chiunque le si avvicini e che voglia scoprire le sue produzioni enologiche. 

“Dopo l’attraversamento del deserto dell’anno scorso e dei mesi scorsi – racconta Riccardo – la parola più comune che risuonava era, purtroppo, incertezza! Ciascuno di noi ha vissuto con una buona dose di ansia il periodo dei decreti, Dpcm, aggiornamenti sul Covid e sui colori dell’Italia: bianca, gialla, arancione, rossa! Un fatto grave e insolito, oltre che sul piano sanitario, soprattutto nel mio settore, dove si va avanti con programmazione e progettazione. Insomma, in quel periodo sono venute a mancare le fondamenta”. 

Ma chi conosce la realtà di Casa Grazia sa bene che una profonda fede ( Maria Grazia Brunetti, Casa Grazia:“La mia forza? È nella mia fede” – Sicilia da Gustare ) anima quanti ci lavorano e la speranza è sempre presente, come il dodicesimo giocatore in campo. Ed infatti “abbiamo iniziato, dopo questa prima fase di abbattimento, ad accelerare invece la nostra programmazione, studiando e rafforzando nuove forme di competitività. Il nostro brand è diventato un motivo di rinascita per tutti noi, solidificando di conseguenza gli aspetti del marketing e tornando ad essere presenti sul mercato”.

Casa Grazia Pakaging

Quanto sembrano lontani oggi quei giorni, ringraziando il cielo e la scienza, e ci vengono in mente invece le prime presentazioni post-pandemia alle quali la nostra redazione era presente, come le gradevoli degustazioni di Sferracavallo e Taormina ( Casa Grazia, nel dna vini di qualità – Sicilia da Gustare ). 

“Quel brutto periodo ormai alle nostre spalle – commenta Riccardo Vella – ci è così servito per conoscere meglio tutti i partner e collaboratori che ci stanno dando una mano nella costruzione di questa meravigliosa opera. Abbiamo messo maggiore impegno sulla strategia. Abbiamo capito di dover guardare con attenzione al comportamento del consumatore, essere presenti tra gli operatori professionali con più forza e avviare il nostro e-commerce, ma principalmente per dare un servizio e non per vendere. Abbiamo fatto affiancamento agli enotecari sul fronte proprio dell’e-commerce e, sul fronte delle esportazioni, siamo già forti sul mercato estero, sia in Europa che nei Paesi extra Ue: dal Messico alla Bulgaria, dall’Albania alla Svizzera, alla Francia. Già, anche in Francia, dove abbiamo clienti in Borgogna, nella culla del vino, e questo ci rinvigorisce e ci riempie di orgoglio”. E, se gli domandiamo perché, il responsabile amministrativo e finanziario di Casa Grazia risponde: “Perché riusciamo a portare avanti la sapienza contadina!”… 

Eccola tutta la poesia di questa cantina, che riesce ad unire ai numeri e alla contabilità le radici profonde di una storia affascinante come quest’isola che la ospita e che la sente sua, come madre e figlia inseparabili e che hanno in Maria Grazia Brunetti e nella sua squadra una delle forme più nobili di impresa vitivinicola. 

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