E dopo il Carosello…tutti a cena!

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Sarà una serata davvero unica quella di venerdì 26 gennaio al Museo Athelier di Mariella Ferrero; una serata dall’effetto macchina del tempo, capace di riportare al mitico clima degli anni ’60 fatto di Carosello, abiti del tempo e “dolce vita”, coccolati dai piatti dello chef stellato Pietro D’Agostino.
Dalla Caffettiera Carmencita a Calimero, da “Susanna tutta panna” a “parola di Gringo”, la serata sarà un susseguirsi di suggestioni in un cambio continuo di scena lungo un tavolo conviviale da 50 posti, accanto al quale l’allestimento vintage Anni ’60 con tessuti, abiti e borsette, curato direttamente da Marella Ferrera e Paolo Gagliardi fa da scenografia alla carrellata di piatti realizzati dallo chef stellato, patron de La Capinera di Taormina. “A proposito di ritornelli me ne è venuto in mente uno, le stelle sono tante, milioni di milioni– ha commentato l’ideatore Edo Scirè – ed è così che abbiamo pensato allo chef stellato Pietro D’agostino per realizzare una cena che ricordasse quel periodo d’oro per l’Italia, gli anni del boom economico, della nascita di una società moderna e che ha creato modelli e stili di vita destinati ad entrare nella storia. Una trasformazione scandita scena dopo scena da Carosello, andato in onda per 20 anni consecutivi, diventato oggi custode di un patrimonio da mettere in mostra e conservarne vivo il ricordo”. “Con lo stesso spirito abbiamo chiesto allo chef di accettare la sfida – aggiunge Scirè – mettendogli a disposizione un lungo tavolo da 16 metri e la possibilità di sbizzarrirsi, allietando i commensali che vorranno rivivere con noi questa esperienza unica”. “Felicissimo di partecipare a questo evento irripetibile – commenta D’Agostino- appartengo forse all’ultima generazione Carosello, e ne ho vivido il ricordo e mi emoziono ancora. Ai fornelli sarà una bella sfida per me, fare i conti con quel “comfort food” dell’infanzia, carico di ricordi che sanno di casa, di scuola, e con una cucina nuova che negli anni ha cambiato linguaggio. Molti di quei sapori oggi sono ormai lontani, così come le preparazioni e l’attenzione con le materie prime. Il bello sta proprio nel ricordare con un palato oramai abituato ad altro”. “Ci siamo divertiti a giocare sui ritornelli per descrivere i piatti proposti dallo chef”, spiega Scirè.
Al museo Atelier MF si potrà trovare la tempera originale del più noto dei cosiddetti “siparietti” del Carosello del 1962 del regista-scenografo palermitano Manfredo Manfredi, appartenuta a Cesare Taurelli autore con la Recta Film della famosa sigla, messa a disposizione dalla figlia Floriana.

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