Il Carato, Satra e..gli aromi di Russino.

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Ci sono cene che immancabilmente riescono ad entrare nella valigia dei ricordi: quelle dove la bontà dei piatti, la scelta dei menù si combinano alla perfezione alla simpatica accoglienza degli chef capaci di creare un’atmosfera rilassante e piacevole. Ed è stata così per la cena a 4 mani + 2 svoltasi qualche sera fa al ristorante Il Carato a Catania. La combinazione Carlo Sichel (padron di casa) e Rita Russotto (chef del Satra a Scicli) è piaciuta moltissimo agli ospiti presenti. Il + 2 è stato il tocco in più, il legante fra i piatti proposti: ci riferiamo ad Enrico Russino dell’azienda Gli Aromi di Scicli che per l’occasione ha selezionato e portato alcune piante aromatiche, ingredienti che hanno  impreziosito le ricette di Sichel e Russotto conquistando così l’olfatto degli ospiti, incuriositi per quei profumi. La cena è stata aperta da un viaggio immaginario fra le mille aromatiche coltivate da Russino nella sua azienda che guarda al mare e da dove si può scorgere nelle bellissime giornate anche l’isola di Malta: tappa di tanti turisti che si incamminano in percorsi sensoriali entusiasmanti. Poi la cena, dove i presenti hanno potuto “incamminarsi” in un altro tipo di percorso sensoriale, in un crescente di profumi e consistenze, il tutto abbinato bene ai vini proposti e di cui Sichel è un indiscusso intenditore (un Riesling Feinherb ’15 Karlsmhule ed il Cannonau ‘15 Roberto Pusole).

Ma veniamo alla cronaca della serata aperta per stuzzicare l’appetito con un amuse-bouche, un battuto di Alalonga al fumo delle erbe della macchia mediterranea, ricotta, uova di salmone e bottarga di muggine firmato da Sichel. L’antipasto, poi, ha incantato i presenti: un “Uovo croccante” realizzato dallo chef Russotto che spesso ama rifarsi ai ricordi d’infanzia. Un uovo strabuono, un po’ complesso nella preparazione, dove spiccava la nota di menta e pepe nero, tipico della tradizione siciliana.

Cambiano i colori, dall’arancione si passa al verde con un semplice e profumatissimo “Risotto di primavera” con asparagi e favette dove lo chef Sichel ha utilizzato il timo-limone ed i fiori di rosmarino.

Più complesso il secondo proposto sempre da Sichel: una “Guancia di Fassona, salsa di cipollotti al profumo delle erbe fini, asparagi, caponata di carciofi spinosi di Cerda e patate fumo”: interessante la misticanza con timo selvatico o satra e la santoreggia.

A concludere la cena la delicatezza del Pre Dessert, un Sorbetto al basilico, scaglie di cioccolato fondente, cetrioli canditi che ha introdotto al Dessert, un gelato al finocchietto selvatico, zafferano, riduzione di zibibbo, uvetta, pane alle mandorle entrambi firmati da Rita Russotto, che insieme a Sichel hanno poi dato il saluto agli ospiti con della piccola pasticceria (Pasta frolla con crema al timo limone, Torrone di sesamo e rosmarino, Tartufi bianchi con lavanda).

Quando si viaggia così nel mondo dei sapori, dove tutti i sensi restano affascinati e dove anche il cuore ne resta stregato allora si può dire con certezza che resterà una cena indimenticabile: può essere facile per uno chef preparare dei piatti eccellenti, perfetti, ma se non si regala anche la propria umanità emozionando chi sta a tavola sarà più difficile farsi ricordare. Sichel e Russotto hanno regalato un po’ di sé, la loro simpatia e semplicità, il loro estro creativo, la loro bellissima intesa in cucina, luogo in cui hanno “cucito” con cura l’aromatico menù.

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