Birra dei Vespri: volto della Sicilia ostinata e rivoluzionaria

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Gaetano Bucaro Birra dei vespri

La “rivoluzione” siciliana a sorsi di birra. Stravincono al Concorso Mondiale  di Birra De  Lyon, in Francia, la  Lavika e la Moramora, del birrificio “ Birra dei Vespri”, conquistando ben due medaglie d’oro e  sbaragliando la concorrenza di  1600 etichette.

E Gaetano Bucaro, 49 anni, mastro birraio  di Altavilla Milicia, uno dei comuni della Costa d’Oro in provincia di Palermo, gongola di felicità. 

Sono orgoglioso – dice con entusiasmo – perché è un riconoscimento non solo per il nostro birrificio  ma per tutta la Sicilia. Questa terra che notoriamente non ha una cultura brassicola, piano piano anche in questo campo sta dando ottimi risultati a livello nazionale e internazionale”.  

Gaetano Bucaro in questa scommessa iniziata sei anni fa ha coinvolto anche  la  moglie Serena e i figli Giuseppe, Giada e Simone che danno una mano perché la Birra dei Vespri possa raggiungere gli alti standard qualitativi ma sempre, come precisa il capostipite, con quel  saper fare artigianale che fa la differenza,  “perché – spiega – tutta la filiera, dalla produzione all’etichettatura avviene a mano”. Cura con attenzione la sua famiglia allargata “perché  per me le mie birre sono come figlie. Seleziono i distributori  poiché anche nella fase finale, nell’esposizione, le mie birre   necessitano di alcuni importanti accorgimenti in modo che il fruitore possa godere dell’eccellenza di un prodotto che  viene preparato con le materie prime migliori”. 

Cinque le tipologie  prodotte dai 5 gradi agli 8,5. Appassionato delle tradizioni e  della storia della Sicilia, Bucaro non ha avuto dubbi nella scelta del  nome del suo birrificio. “Doveva essere ribelle – sottolinea – come le mie birre di chiara identità siciliana che andavano contro l’appiattimento del gusto”. Da qui “ Birra dei Vespri”, in omaggio alla ribellione scoppiata a Palermo, all’ora dei vespri, di Lunedì dell’Angelo nel 1282 quando, per un complimento di troppo rivolto dagli Angioini, i dominatori dell’epoca, ad una giovane siciliana, i palermitani insorsero accendendo la miccia che si estese a tutta l’Isola mandando via così i francesi. “Una delle pochissime rivoluzioni siciliane – dice il mastro birraio – in cui decidemmo di alzare la testa e che dimostra di cosa siamo capaci quando vogliamo raggiungere i nostri obiettivi”. 

Un  sorso dopo l’altro, ogni birra schiude una storia di resilienza. Un boccale di  “Triskele”, tipologia Golden Ale, è  il  vessillo con i colori del giallo come quello del Comune di Palermo e rosso come quello di Corleone, il primo comune che appoggiò la rivoluzione dei Vespri. Sorsi di “Clarenza” in stile Wheat Ale, con scorze di limone Verdello bio,  in ricordo dell’omonima eroina che diede l’allarme ai messinesi suonando le campane del duomo della città, ed ancora la “Moramora”, l’ American Stout che era il grido di battaglia dei rivoluzionari, la “Lavika”, la fuoriclasse Ambra Ipa in puro stile americano che evoca  l’ardore ribelle, la “Sciscirì” di tipica ispirazione belga il “cui nome – spiega Bucaro – ricorda l’escamotage usato dai rivoluzionari siciliani che per far uscire allo scoperto i gendarmi francesi, che si nascondevano sotto le mentite spoglie di civili, usavano la parola ciciri, i ceci. Così che i francesi si tradivano pronunziando la  loro erre moscia”. 

Ogni due anni, vede la luce la “Chimera”, un’Imperial Barrel Stout affinata per 6 mesi in botti americane di ex bourbon e rum giamaicano ed affinato, per 4 mesi in bottiglia. Calda ed appagante,  la “Chimera” è una birra di 8,5 gradi 

“ e non sentirli – dice Gaetano – con un mix alcolico che spazia tra lo sciroppo d’acero, caffè appena macinato, liquore al whisky e cioccolato. Il risultato è una birra dal gusto particolare”. 

Il prezzo  sostenuto della “Chinera” è dato dai costi, perché le botti, usate soltanto per un passaggio, sono poi dismesse. 

La “Birra dei Vespri” si trova nei pub,  enoteche e ristoranti di alto target (elenco completo su www.birradeivespri.it) ed anche all’estero.

La cura dei particolari, l’amore con cui “ papà” Gaetano coccola le sue “figlie alcoliche”, è frutto di una lunga passione. “La magia dei grani che diventa birra – dice – mi affascina  da almeno dieci anni. Prima mi dilettavo producendola  a casa, poi il corso al Cerb di Perugia, l’incontro con alcuni importanti mastri birrai che hanno dato il via alla birra artigianale di qualità, ha fatto il resto”. 

Dalla prima “cotta” del 5 luglio 2019 ad oggi, ancora tanti i progetti per “Birra de Vespri” che intende puntare alla produzione bio. Per le sue “ spumeggianti ribelli” Gaetano Bucaro coltiva un sogno: “Aprire il mio birrificio all’interno dell’azienda agricola di famiglia vicino alla Riserva Naturale Pizzo Cane, Pizzo Trigna e  Grotta Mazzamuto, ad Altavilla Milicia. Così da legare le degustazioni di birre al turismo  esperienziale, in  un felice legame tra natura e cultura. E creare soprattutto nuovi posti di lavoro”.

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