Alla scoperta di Randazzo sorseggiando Etna doc Al-Cantàra

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Che dietro alla pubblicazione del recentissimo e già molto apprezzato libro sulla città di “Randazzo e la sua storia: origini ed evoluzione nei secoli” (Edizioni La Rocca, dicembre 2020) ci sia il sostegno dell’azienda agricola Al-Cantàra non ci meraviglia affatto. Il pregiato volume, infatti, realizzato dallo studioso e divulgatore Salvatore Rizzeri, è giunto nelle nostre mani nelle scorse settimane quale gradevole dono natalizio, in un Natale non certo facile per tutti, e ha subito richiamato alla nostra memoria altri volumi, che la cantina etnea, i cui vigneti sono situati proprio in quel di Randazzo, precisamente in Contrada Feudo Sant’Anastasia, ha contribuito in un passato non troppo lontano a divulgare



Del resto, cosa aspettarsi da chi, sin dalla fondazione di questa suggestiva realtà produttiva sul vulcano, ha posto a sottotitolo delle proprie etichette: “Poesie da bere”? Così si presentò anni fa al grande pubblico, anche internazionale, di giornalisti, degustatori, sommeliers e semplici appassionati enoici, con le proprie produzioni, il titolare e fondatore Pucci Giuffrida, allegando molto spesso alle confezioni di bottiglie libri e libretti con i versi di Autori siciliani che sono patrimonio letterario ed artistico della nostra Isola, come Nino Martoglio (“La Triplici Allianza”, “O’ Scuru o’ Scuru”) o Luigi Pirandello, sempre assieme a Martoglio (“Cappiddazzu paga tuttu”). Per non parlare, poi, di Micio Tempio, Giovanni Meli, Ercole Patti… i cui versi molto spesso hanno ispirato i nomi stessi delle etichette dell’azienda, che negli anni ha conquistato premi e riconoscimenti sia per il packaging, certamente originale, sia per il carattere deciso ed ammaliante dei propri vini Etna Doc. 

Da qui si comprende, dunque, come il nostro desiderio di lettura e consultazione di un simile volume, dedicato ad una delle città più importanti della Sicilia dal punto di vista storico, artistico, monumentale ed anche filologico, quale appunto Randazzo, fosse già stato stimolato nel tempo dalla accuratezza con cui Pucci Giuffrida continua ad interpretare il ruolo di mecenate e divulgatore delle tradizioni della nostra terra. 

Dal canto suo, l’Autore, Rizzeri, conferma tutta la sua capacità di inchiodare il lettore in poltrona, con un excursus storico-culturale che solo inizialmente può mettere soggezione, ma che, di pagina in pagina, attira, ammalia, affascina ed infine conquista, dal racconto dei primi abitatori dell’Isola alla dominazione araba, dalle invasioni ed amministrazioni di Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi… agli Austriaci, ai Borboni, passando per il Risorgimento, il Regno d’Italia, la Repubblica, il Movimento separatista e l’autonomia siciliana. In tutto ciò, l’arte, la cultura, la letteratura, il linguaggio stesso del popolo randazzese non sono un semplice contorno, bensì degni protagonisti del volume. 

Ah, quasi dimenticavamo… Ad ogni pagina sospinta, nelle fredde sere natalizie, abbiamo sorseggiato dalle più classiche produzioni di Al-Cantàra (Occhi di Ciumi, Lu veru piaciri, La fata galanti…) alle autentiche novità, che hanno confermato l’eccellenza dell’azienda quale valore aggiunto della produzione vitivinicola siciliana ed etnea: ci riferiamo al primo spumante della cantina da Nerello Mascalese, un eccellente Re Befé, ed alla prima grappa, Rosa Fresca Aulentissima , ancora da Nerello Mascalese, entrambi prodotti che meritano un racconto a parte. 

A cos’altro penserà Pucci Giuffrida, per farci amare ancora di più questa terra, sospesa nella Storia?…

“Un bellissimo novembre” è anche Etna rosso DOC, Al-Cantàra omaggia Ercole Patti | Sicilia da Gustare
  • Salvatore Rizzeri
    26/01/2021 alle 18:40

    Egr. Dott. Iacona, proprio qualche minuto fa ho avuto modo di leggere ed apprezzare il suo autorevole commento alla mia ultima fatica. E non a caso la definisco “fatica”. Appassionato cultore di storia della mia Sicilia, ma soprattutto della città che mi ha dato i natali, fin dalla metà degli anni 80 dello scorso secolo ho iniziato la ricerca e lo studio sulla storia, sull’arte e sulle tradizioni popolari di Randazzo. Questo lavoro mi è costato oltre 10 anni di ricerche anche perchè, come lei ben sà, i soldati ribelli a Carlo V prima, e i bombardamenti alleati del luglio-agosto 1943, non solo hanno distrutto quasi interamente la città e gran parte del suo patrimonio artistico-monumentale, ma soprattutto ci hanno privato di tutti i documenti e i manoscritti fino ad allora custoditi nei vari archivi delle chiese e delle famiglie nobili della città.
    Un lavoro di ricostruzione non semplice e certamente incompleto proprio per la mancanza di tantissime testimonianze documentali. Mi preme però sottolineare particolarmente quello che lei ha magnificamente evidenziato nell’articolo: La figura del mio fraterno amico il Dott. Pucci Giuffrida, persona sensibilissima a tutto ciò che riguarda la storia, le tradizioni popolari, la letteratura e la poesia della nostra meravigliosa Isola. Senza il suo aiuto la mia “fatica”, quella più importante, sarebbe rimasta nel cassetto così come le tante altre ricerche, su vari argomenti, che solo di recente possono essere fruite sul mio sito internet http://www.randazzomedievale.it.
    A lei il mio sentito GRAZIE ! per le belle parole di elogio sulla pubblicazione.
    Salvatore Rizzeri

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