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4 chiacchiere con… Villa Antonio

by Redazione
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Villa Antonio | Taormina | Messina

Attraverso la cucina riscopro il senso delle mie radici.

Cucina della grande tradizione siciliana e mediterranea, con grande riguardo verso i prodotti biologici appartenenti al territorio e panorami d’incanto.

La padrona di casa Lina Scevola (figlia di un ristoratore siciliano e moglie dello chef stellato Massimo Mantarro) aveva un sogno nel cassetto: aprire un ristorante che non svenasse i clienti! Con questa idea di fondo è nata Villa Antonio a Taormina: una cucina “pulita”, prodotti semplici e genuini e un’offerta alternativa (economicamente abbordabile) alla classica pizza del sabato sera.

Per conoscere meglio lei e la sua visione del mondo gastronomico, l’abbiamo intervistata per voi.

Chi sei e cos’è la cucina per te?

Sono una persona che crede nelle proprie capacità, affronto le sfide che ogni giorno il mio lavoro m’impone, chiedendomi quale sia il fine che voglio raggiungere ed i passi che devo fare per ottenere il risultato che mi sono prestabilita.

Attraverso la cucina riscopro il senso delle mie radici.

Se pensiamo per un attimo che camminare è un atto istintivo, altrettanto lo è la cucina: è un bisogno primario, è vita, è salute! 

Il ricordo del nostro passato è registrato interamente in qualche spazio nascosto del nostro cervello.

La nostra mente è in grado di afferrare qualsiasi colore, oggetto, suono che rileva attraverso i cinque sensi, ma è molto astuta ad archiviare ciò che non serve e a lasciare intatto, come ricordo, ciò che invece richiama la nostra attenzione.

Non a caso, anche se passati più di 50 anni, ricordo perfettamente il profumo dello zabaione servito come dessert (l’unico che avevamo!) che preparava mio padre a vista nel nostro ristorante… 

Ci racconti com’è nata la tua passione?

La mia passione nasce inconsapevolmente dalle mie radici, mio padre possedeva due ristoranti, avevo appena 5 anni…

Come definiresti la tua cucina?

Definisco la mia cucina come una “operazione di montaggi”…

È possibile innovare mantenendo salde le radici nella tradizione?

Le nuove tendenze, le innovazioni che ben vengano, se fatte ed eseguite con consapevolezza, con competenza, senza stravolgere od alterare le nostre papille gustative.

Non sottovalutiamo, infatti, questo importantissimo strumento dei nostri sensi: le nostre papille gustative, che hanno un’ottima memoria, attingono sempre dal passato trasformando i sapori ed i profumi in quelli che costituiscono poi le nuove “tendenze”. 
 

In che modo il territorio entra nella tua cucina?

Il territorio (termine molto abusato!) entra nella mia cucina attraverso le mie stesse radici, attraverso la qualità dei prodotti e la loro freschezza, attraverso la ricerca e lo studio quotidiano. 

Qual è e com’è nato il tuo cavallo di battaglia?

Il mio “cavallo di battaglia” è la comunicazione, poiché è proprio attraverso quella che riesci a capire cosa desidera il cliente. 

Quale ingrediente ritieni indispensabile per il tuo lavoro?

L’ingrediente che ritengo indispensabile è il sale nelle giuste dosi, il sale è magia…

Date un’occhiata alla scheda dell’attività

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