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4 chiacchiere con… Pietro D’Agostino

by Redazione
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La Capinera | Taormina | Messina

Vedevo nonna e mamma ai fornelli e le seguivo con gli occhi e con il cuore

Il ristorante La Capinera è una stella che brilla nel panorama di Taormina.

Genuinità e semplicità sono le parole d’ordine in cucina, dove lo Chef Pietro D’Agostino perpetua gli insegnamenti di Nonna Vincenzina e la stagionalità la fa da padrona. Le materie prime sono scelte affidandosi rigorosamente ai cinque sensi e trasformate quel minimo che basta ad esaltarne le specifiche peculiarità

Per conoscere meglio la sua visione del mondo gastronomico, lo abbiamo intervistato per voi.

Chi sei e cos’è la cucina per te?

La cucina per me è un luogo dove immergersi ogni giorno e dar vita ai sogni culinari di chi viene a trovarmi e, nello stesso tempo, un luogo dove esprimere la mia creatività.

Ci racconti com’è nata la tua passione?

La mia passione è nata nella cucina di casa, il mio posto di casa preferito sin da piccolissimo. Vedevo nonna e mamma ai fornelli e le seguivo con gli occhi e con il cuore.

Come definiresti la tua cucina?

Definirei la mia cucina moderna ma con un occhio alla tradizione. Tutti i miei piatti vengono elaborati senza perdere mai di vista la ricetta originale, dalla caponata ai sughi di pesce, dalla carne ai dolci. Piatti coloratissimi, freschi e con ingredienti di stagione.

È possibile innovare mantenendo salde le proprie radici?

Certamente, è possibile innovare senza cambiare i “connotati” alle ricette. Basta non lasciare correre troppo la fantasia in cucina. Basta dare un’occhiata ai menù dei miei ristoranti per farsi un’idea…

In che modo il territorio entra nella tua cucina?

I miei piatti sono realizzati solo con prodotti siciliani, che ogni giorno acquisto personalmente e da rivenditori di fiducia dell’Isola. A tal proposito, nel 2017 ho lanciato una linea di prodotti da me selezionati e che uso ogni giorno in cucina, disponibili con il marchio “IO Pietro D’Agostino”, un olio nocellara dell’Etna, due vini, passata di pomodoro, miele e una pasta, dei paccheri di grano duro siciliano.

Qual è e come è nato il tuo cavallo di battaglia?

Il mio cavallo di battaglia è il “Crudo alla maniera di Pietro”, un piatto a base di pesce, solitamente appena pescato nel mare di Taormina, quello di fronte al mio ristorante “La Capinera” e che mi ha ispirato. Il crudo di pesce nel rispetto della stagionalità si trova sempre nel menù sia de “La Capinera” che del “Kistè”, servito su un piatto che ho fatto realizzare appositamente da un designer siciliano, Peppino Lopez.

Quale ingrediente ritieni indispensabile per il tuo lavoro?

Ingrediente per me indispensabile è il pomodoro, l’ortaggio più versatile in assoluto…

Date un’occhiata alla scheda dell’attività

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